Da OrizzonteScuola.it – 19/09/2013 – La valutazione è la riflessione pedagogica sulla verifica. Ha tre funzioni:

PROGNOSTICA, mediante la quale si verifica se l’alunno è provvisto o no delle qualità richieste, quali sono i prerequisiti necessari per l’apprendimento degli obiettivi da programmare, come e in che misura riesce a elaborare stimoli e informazioni;

DI MISURAZIONE, mediante la quale l’alunno viene messo a confronto con se stesso valutando i suoi progressi e l’insegnante controlla le sue acquisizioni;

DIAGNOSTICA, mediante la quale si cerca di capire perché non si è prodotto un apprendimento.

Queste funzioni aiutano l’insegnante a migliorare il sistema degli stimoli, cioè l’offerta formativa. Perciò anche nella fase iniziale è legittimo misurare con prove di ingresso, test e altro. In quest’ ottica, programmazione e valutazione coincidono.

Solo se si saranno individuati obiettivi chiari, definiti, precisi e comunicabili, la valutazione potrà essere chiara, definita, precisa e comunicabile.

La verifica misura il prodotto, i risultati, il conseguimento di particolari competenze e abilità da parte dell’alunno, nonché il modo in cui l’insegnante svolge il suo lavoro educativo.

La valutazione va rapportata anche al P.E.I., che costituisce il punto di riferimento per le attività educative a favore dell’alunno con disabilità. Per questo dovrà essere sempre considerata come valutazione dei processi e non solo come valutazione della performance. Gli insegnanti assegnati alle attività per il sostegno, assumendo la contitolarità delle sezioni e delle classi in cui operano e partecipando a pieno titolo alle operazioni di valutazione periodiche e finali degli alunni della classe con diritto di voto, disporranno di registri recanti i nomi di tutti gli alunni della classe di cui sono contitolari.