Da InformazioneScuola.it – 22/10/2013 – Fino a 4-5mila euro lordi all’anno in meno per un impiegato e fino a 21 mila euro di sacrificio per un dirigente. E’ il conto che emerge nelle ultime ore del blocco dei contratti e degli stipendi individuali dei dipendenti pubblici. Se il Parlamento non cambierà la norma, come chiedono i rappresentati di oltre 3 milioni di statali, sarà il quinto anno di congelamento contrattuale. La legge di stabilità amplia inoltre il meccanismo dell’erogazione a rate per la buonuscita, prevedendo il pagamento in due anni se l’indennità supera i 50 mila euro e in tre anni se si sale oltre quota 100 mila euro. Con il risultato di allargare la perdita in termini di mancati interessi per il ritardo dei versamenti. Per la Sanità i tagli scongiurati dal ministro Lorenzin per il 2014, scatteranno invece nel biennio successivo. Per effetto delle norme sul pubblico impiego — tra cui c’è il personale dipendente e convenzionato del Ssn — la spesa sanitaria cala di 1.150 milioni (540 milioni il primo anno e 610 il secondo) nel biennio 2015-2016. Medici e strutture sanitarie minacciano scioperi e serrate.