Da TuttoScuola.com – 21/06/2015 – Documento del ‘Coordinamento nazionale per le politiche dell’infanzia e della sua scuola’. Dopo le elezioni per il Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione (CSPI), che ha vista frantumata l’unità dei rappresentanti sindacali e associativi del settore, confluiti in numerose liste contrapposte, il “Coordinamento nazionale per le politiche dell’infanzia e della sua scuola” cerca una ricomposizione unitaria, intervenendo con una nota a richiamare l’attenzione sulla necessità di aprire un ampio e approfondito confronto in sede parlamentare sulla funzione sociale, culturale e pedagogica della scuola dell’infanzia.

La scuola dell’infanzia, secondo il dettato costituzionale, costituisce il primo fondamentale segmento del percorso educativo di crescita e sviluppo della persona, saldamente ancorato all’intero sistema nazionale dell’istruzione.

Appare urgente e prioritario restituire alla discussione parlamentare il confronto sulla funzione sociale culturale e pedagogica della scuola dell’infanzia nell’ambito del Ddl ora in discussione al Senato.

Si tratta di materia – afferma il Coordinamento – che respinge l’esercizio di deleghe in bianco, esposte ad interessi e pressioni estranee alla storica funzione sociale e pedagogica. Nella sua condizione di interfaccia con il sistema dei servizi per l’infanzia e, ancor più, con l’intero percorso di formazione nel primo e nel secondo ciclo di studi, la scuola dell’infanzia assume un ruolo strategico nel quadro di un reale rilancio degli impegni da assumere nel Paese per la scuola.

Il bagaglio di storia, esperienza, rilevanza del segmento nel panorama pedagogico internazionale richiede una riflessione aperta, serena e libera, da condurre in sedi legislative appropriate, senza condizionamenti. Il Coordinamento, come più volte ribadito, chiede di aprire una discussione parlamentare che affronti complessivamente gli aspetti professionali e pedagogico-didattici avendo a riferimento la generalizzazione dell’offerta formativa destinata ai bambini dai tre ai sei anni, la piena attuazione dell’autonomia didattica organizzativa, che pone al centro bambini quali soggetti portatori di diritti, ricchi di potenzialità, espressione di specifiche istanze educative, a cui la prima esperienza scolastica deve fornire basilari strumenti e condizioni di esercizio.