Da TuttoScuola.com – 30/06/2015 – L’organico aggiuntivo dei posti di potenziamento viene quantificato nella Tabella 1, allegata al Ddl approvato dal Senato, secondo alcuni parametri individuati con precisione.

I posti sono “ripartiti tra i gradi di istruzione della scuola primaria e secondaria e le tipologie di posto come indicato alla medesima Tabella, nonché tra le regioni in proporzione, per ciascun grado, alla popolazione scolastica delle scuole statali, tenuto altresì conto della presenza di aree montane o di piccole isole, di aree interne, a bassa densità demografica o a forte processo immigratorio, nonché di aree caratterizzate da elevati tassi di dispersione scolastica”.

La semplice elencazione dei parametri, in base ai quali i 48.812 posti comuni e i 6.446 di sostegno (55.258 in tutto) sono stati ripartiti tra le regioni, non dà pienamente conto dei criteri precisi di ripartizione (quanto per la dispersione, quanto per aree a forte processo migratorio, quanto per comuni montani, ecc.).

Per un’esigenza di trasparenza sarebbe stato opportuno accompagnare la tabella con una relazione tecnica esplicativa che aiutasse a fugare il dubbio che la ripartizione dei posti non abbia risposto anche a logiche occupazionali.

Ad esempio, sarebbe interessante capire la ragione e il peso di posti aggiuntivi a favore delle aree interne a bassa densità demografica o per i comuni montani (che sono ancora quelli identificati mezzo secolo fa e oggi in qualche caso ambiti luoghi turistici).

Vogliamo, comunque, credere che il Miur, chiamato a fornire i dati della tabella, abbia operato con oggettività e scrupolo. Ma, visto che la trasparenza è stato un solenne impegno assunto già con il testo della Buona Scuola, una maggiore visibilità dei criteri utilizzati non avrebbe certamente nuociuto alla credibilità delle scelte.