Da TuttoScuola.com –05/11/2013 – È una lettera-denuncia di una madre che fa pensare, quella pubblicata da “La Stampa” nell’edizione domenicale, a proposito delle baby-prostitute del quartiere Parioli di Roma.
Il reportage della giornalista Maria Corbi raccoglie la voce di una madre normale con figli normali che cerca di tenere dritta la barra in un contesto sociale “in” come quello dei Parioli.
“E la fatica per tenerla dritta quella barra è tanta. È difficile in assoluto – confessa quell’anonima madre pariolina – in ogni luogo, insegnare a chi stai crescendo il senso di responsabilità, cosa è giusto e cosa non lo è, ma qui lo è di più. Molto lo fa l’esempio, ma può non bastare quando tutto ti rema contro. Quando le prime feste di tuo figlio sono all’hotel Hilton, quando va a casa di un amichetto che ha in camera ceste di merendine a disposizione, quando i suoi amici non amano il Natale perché tanto i regali li hanno tutti i giorni. Quando a 8 anni pretendono vestiti Ralph Lauren. Quando a 14 anni la paghetta mensile è di 400 euro. E la lista è lunga”.
La madre intervistata ha tanti episodi da raccontare e tutti riguardano l’atteggiamento difensivo a priori di molti genitori nei confronti dei figli (l’ex-ministro Fioroni esortava i genitori a non essere sindacalisti dei propri figli) e racconta quanto accaduto in una scuola del quartiere: “Anni fa nella scuola dei miei figli una manciata di pargoli dai cognomi altisonanti rubarono negli zaini dei compagni i cellulari, gli Ipod, i soldi. Un consiglio disciplinare decise pene varie, tra cui sospensione ed espulsione. Qualche genitore, invece di trascinarsi via il figlio per le orecchie, decise di denunciare la scuola per danni “biologici”.
Che fare, dunque, per i figli che vivono tra queste persone? “Devi continuamente spiegargli che gli strani sono gli altri genitori e non tu che lo costringi a studiare, a chiedere scusa, ad assumersi le sue responsabilità.” e a convivere con quella gente.
“Sì sono una rompiballe – conclude la madre – perché il terrore che l’ambiente, il nulla, li divori è un compagno di viaggio nella loro crescita”.
Un esempio forte da prendere a riferimento.