Da TecnicaDellascuola.it – 25/02/2015 – Gli aumenti di stipendio saranno legati per il 30% all’anzianità di servizio e per il restante 70% al merito. Per i precari, accanto al piano di stabilizzazione, si ipotizza un “maxi-indennizzo” per “tamponare” gli effetti della sentenza Ue

Lo scrive Italia Oggi,  secondo cui i professori che hanno lavorato da 3 a 5 anni con rapporti a termine su posti vacanti e disponibili verrebbe riconosciuto, a domanda, un “risarcimento”di 2,5 mensilità. Che sale a 6 mensilità se gli anni di insegnamento “a termine” sono da 5 a 10, e si arriva a un massimo di 10 mensilità per “precariati” di oltre 10 anni. Il provvedimento sarebbe atteso nel decreto di venerdì al Consiglio dei ministri

Una novità riguarderebbe la modifica  al sistema di incrementi stipendiali, con il parziale superamento degli attuali scatti d’anzianità.

Secondo Italia Oggi Stefania Giannini sembra orientata a confermare l’introduzione del merito per i docenti, che peserebbe per il 70%, e il restate 30% basato sull’anzianità di servizio

Per quanto riguarda i precari ne saranno assunti 120-130mila, si attingerà anche dalle graduatorie d’istituto, e le supplenze non scompariranno.

I beneficiari del rimborso sarebbero 2.359 precari iscritti nelle graduatorie a esaurimento e circa 1.800 iscritti nelle graduatorie d’istituto.

Il meccanismo dell’indennizzo sarà “a domanda”, mentre al Miur si costituirà un fondo ad hoc con le risorse necessarie.