Da TuttoScuola.com – 14/01/2014 – C’è attesa di conoscere le dieci questioni per la costituente della scuola annunciata dal ministro Carrozza la settimana scorsa. Due tematiche le ha già annunciate: valutazione e autonomia; per le altre otto c’è solo da aspettare.

Gli interrogativi di questi giorni, però, non si soffermano sulle problematiche da affrontare, quanto, piuttosto, sull’opportunità di simile iniziativa in ragione dell’attuale quadro politico complessivo.

Con franchezza bisogna dire che, forse, questo non è il momento più adatto per pensare ad una grande riforma dell’istruzione italiana. Non che non ce ne sia bisogno, s’intende. Anzi.

Per una società in crisi, come quella attuale, un grande rilancio condiviso sulla riforma della scuola potrebbe costituire un sicuro elemento propulsore per lo sviluppo. È piuttosto il quadro politico, la tenuta della maggioranza, la prospettiva di un possibile anticipato scioglimento del Parlamento a costituire nell’insieme una non condizione di fattibilità per una riforma di grande respiro.

Il ministro Carrozza ha delineato la scaletta di marcia, prevedendo che, raccolte le osservazioni e le proposte entro il prossimo maggio, “a settembre diremo quali indicazioni il ministero ha recepito”.

Ammesso che a settembre il governo Letta sia in carica e riesca a concludere di lì a pochi mesi il suo mandato, chi guiderà l’eventuale rivoluzione riformatrice che uscirà dalla costituente?

Poiché non potrà esserci materialmente il tempo per predisporre e portare a conclusione gli strumenti legislativi di una ipotetica riforma, quale garanzia potrà esserci per la continuità politica della costituente targata Carrozza?