Da TuttoScuola.com – 20/04/2015 – Gli effetti della sentenza n. 1973/2015, con la quale il Consiglio di Stato ha spalancato le porte di accesso alle Graduatorie ad esaurimento per decine di migliaia di vecchi diplomati magistrali, meritano una riflessione che va ben oltre la questione, pur rilevante, dell’ampliamento della platea di docenti legittimati alla stabilizzazione nei ruoli dello Stato.

Il Consiglio di Stato ha riconosciuto piena validità all’abilitazione magistrale connessa con il diploma conseguito fino al 2001-02 e, conseguentemente, ha legittimato l’accesso alle GAE per quei docenti abilitati. D’altronde il diritto di inserimento nelle Gae per gli abilitati in questione è stato riconosciuto dall’art. 1, comma 605 della legge 296/2006. Fu un errore, ma la legge è legge e   il Consiglio di stato si è limitato a dire che la legge non era stata osservata.

Giusto o sbagliato, ora un’abilitazione preziosa, se pur tardivamente riconosciuta, consentirà l’accesso diretto ai ruoli senza nemmeno passare dai concorsi.

Il passaggio ai ruoli senza concorso non è la prima volta che avviene, perché, ad esempio, in prima applicazione delle GAE ne fu consentita l’iscrizione da parte dei laureati in scienze della formazione primaria (titolo abilitante). Quel titolo abilitante, senza concorso e senza servizio, ha già consentito a migliaia di iscritti GAE di entrare in ruolo. E altri singoli gruppi, pur senza concorso, negli anni precedenti, grazie all’abilitazione, sono stati inseriti nelle graduatorie permanenti (poi diventate ad esaurimento), accedendo ai ruoli senza bisogno di passare per concorso.

Eppure la nostra Costituzione parla chiaro: “Agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni si accede mediante concorso, salvo i casi stabiliti dalla legge” (art. 97).

Sarebbe interessante conoscere quanti degli attuali iscritti nelle GAE hanno anche alle spalle un concorso superato (e quanti già di ruolo). Paradossalmente nella scuola, però, l’accesso ai ruoli tramite concorso è quasi un fatto residuale; è invece inderogabile il possesso dell’abilitazione, il vero cavallo di Troia per bypassare la selezione.

Paradosso: abilitazione sempre, concorso forse.