Da Repubblica.it – 05/01/2016 – Presentato il piano della scuola digitale. C’è oltre un miliardo a disposizione per connettere gli istituti: oggi solo il 10% delle elementari e il 23% delle secondarie ha la banda larga.

Il governo, e il suo ministero dell’Istruzione, provano nell’impresa: portare la banda larga e i tablet connessi in tutte le scuole italiane. Portare la cultura di internet, che fuori dalle aule è pane quotidiano per bambini, adolescenti, ragazzi. Il Piano nazionale della scuola digitale, che esiste dal 2007 e nella sua versione 2016-2020 è stato presentato questa mattina al Miur, dettaglia i quattro capitoli dell’innovazione scolastica possibile nei prossimi cinque anni: strumenti, sviluppo dell’istruzione di alunni e studenti, formazione di maestri e professori, monitoraggio dei tempi di attuazione dell’ambizioso programma.

Ci sono un miliardo e 95 milioni di euro a disposizione (340 milioni sono fondi della Buona scuola e il resto perlopiù risorse europee) e c’è un progetto esecutivo a media scadenza: appunto, cinque anni. Seicento milioni serviranno per portare fibra e banda ultralarga direttamente in tutte le classi e le segreterie, da Nord a Sud. Il budget naturale delle singole scuole sarà quindi integrato dal Miur – 10 milioni l’anno, 1.200 euro a istituto – per pagare la “bolletta della connettività”. Ancora, si inaugureranno nuovi laboratori digitali: potranno essere creati ripensando le vecchie aule. I laboratori italiani scolastici, oggi, sono 65.650, il nuovo investimento vale da solo 225 milioni.

“Cambierà la figura dello studente”, dice il ministro Stefania Giannini, “chi non parteciperà attivamente resterà indietro”. Per questo aspetto – lo sviluppo dell’istruzione computazionale – ci sono 200 milioni. La formazione degli insegnanti porterà a una rete di docenti responsabili digitali, un animatore in ogni scuola. La misurazione dei processi, infine, passerà attraverso l’osservatorio tecnologico, esistente dal Duemila. “Le cifre che investiamo ora non sono paragonabili con il passato”, ha detto il ministro.

Oggi solo il 10 per cento delle scuole elementari e il 23 per cento delle secondarie hanno banda larga. Un istituto su due non ha connessione. Il Piano digitale punterà al cablaggio interno di tutti gli spazi: con i primi 90 milioni l’attività toccherà quest’anno seimila istituzioni-scuola. Poi c’è il capitolo registro elettronico: il progetto intende dotare le 141.000 aule di registro digitale. Si parte con le primarie e l’operazione è da chiudere entro l’anno. Ogni docente e ogni studente avranno un profilo digitale. Nei prossimi tre anni, si prevede, tutti gli scolari delle primarie avranno praticato il cosiddetto pensiero computazionale: “Ma la nostra resterà una scuola umanistica”, ha assicurato Paolo Barberis, consigliere per l’innovazione del presidente del Consiglio.

Il piano, presentato insieme a Confindustria (presente in tutte le attività di peso di questo Miur), vuole far emergere le molte iniziative digitali che si sono già sviluppate autonomamente nel paese scolastico.