Da TecnicaDellaScuola – 17/04/2015 – I fatti hanno dato ragione alle nostre previsioni. Subito dopo aver appreso del parere con cui il Consiglio di Stato, in sede consultiva, aveva riconosciuto il valore abilitante del diploma magistrale conseguito entro l’a.s. 2001/2002, avevamo già preannunciato la possibilità di ricorrere avverso il D.M. 235/2014 con cui il Miur aveva disposto l’aggiornamento delle Gae, senza adeguarsi al citato parere, cioè senza consentire l’inserimento in graduatoria ai docenti in possesso di detto titolo.

In effetti i ricorsi al Tar Lazio avverso il bando di aggiornamento delle Gae non si sono fatti attendere e, sebbene il Tar in sede cautelare, sia con ordinanze che con sentenza breve, aveva respinto le legittime istanze avanzate da <migliaia di docenti in possesso di diploma magistrale conseguito entro l’a.s. 2001/2002, il Consiglio di Stato in sede di appello già con l’ormai nota ordinanza n. 5513/2014, nel disporre l’inserimento con riserva dei ricorrenti in graduatoria, aveva anticipato di condividere nel merito le doglianze dei ricorrenti.

Il 16 aprile è stata depositata la prima sentenza dei Giudici di Palazzo Spada che decide nel merito uno dei ricorsi in appello e, confermando le nostre previsioni, le ragioni dei ricorrenti hanno trovato conferma nella sentenza n.1973/2015.

Il Consiglio di Stato ha quindi annullato il D.M. 235/2015 ritenendo fondata la pretesa all’inserimento nella terza fascia delle Gae dei docenti in possesso del diploma magistrale conseguito entro l’a.s. 2001/2002.

Pertanto, se da un lato i docenti che hanno proposto ricorso al Tar Lazio avverso il DM 235/2014 possono ben sperare per il loro inserimento in graduatoria, dall’altro molti altri docenti hanno proposto ricorso innanzi al Giudice del lavoro e sono già centinaia i ricorsi pendenti presso i Tribunali del lavoro di tutta Italia.

A questo punto la magistratura del lavoro non potrà non tener conto della sentenza del Consiglio di Stato.