Da OrizzonteScuola.it – 27/11/2014 – La sentenza europea del 26 novembre ha condannato l’Italia per “abuso di contratti di lavoro a temo determinato” . Il riferimento ai “36 mesi di servizio” ha destabilizzato e messo in allarme gli iscritti nelle Graduatorie ad esaurimento. Qualche chiarimento.

La sentenza non annulla, ma anzi rafforza e motiva il piano straordinario di assunzioni previsto per il 2015 dal Governo Renzi, finora contenuto come intenzione programmatica nel documento La Buona Scuola, ma già finanziato nella Legge di Stabilità e che a gennaio dovrebbe essere trasformato in fonte normativa.

D’altronde, non è un mistero – è chiaramente indicato a pag. 36 de La Buona Scuola – che il piano straordinario è stato pensato proprio come risposta alla procedura di infrazione per la non corretta applicazione in Italia della direttiva comunitaria 1990/70/CE.

La sentenza, seppure ancora non ancora emanata ai tempi di stesura del documento, era in un certo senso prevedibile, in quanto anticipata dalle considerazioni dell’Avvocato della Corte di Giustizia europea Maciej Szpunar che, lette oggi, sono in tutto e per tutto quelle della sentenza.

Progetto che ieri è stato confermato dal comunicato del Ministero, in cui si legge di

  • un piano di assunzioni straordinario che a settembre 2015 porterà in classe circa 150.000 insegnanti, necessari per rafforzare e ampliare l’offerta formativa. Insegnanti che copriranno anche tutti i posti attualmente “vacanti e disponibili” di cui parla la sentenza.

Dunque, gli iscritti nelle Graduatorie ad esaurimento e nelle graduatorie del concorso 2012 potranno contare – fermo restando che l’operazione si concluda nella maniera sperata – nel piano straordinario di immissioni in ruolo.

In esso non vi è alcun riferimento ad eventuale servizio di insegnamento come requisito per l’assunzione a tempo indeterminato.

Dunque, l’obiezione sollevata in alcune e mail alla redazione “sono iscritta in Graduatoria ad esaurimento, ma non ho i 36 mesi di servizio”, non ha senso di esistere.

Nè ha senso l’ulteriore obiezione “la stabilizzazione che potrà essere rivendicata dal personale non inserito nelle Graduatorie ad esaurimento, che ha i requisiti previsti, farà diminuire i posti assegnati alle Graduatorie ad esaurimento”.

Svuotamento delle Graduatorie (ad esaurimento e del concorso) e sentenza vanno intesi piuttosto come canali paralleli che potranno imprimere una svolta diversa alla storia del precariato italiano. Il passo successivo – richiesto dalla sentenza stessa – è la previsione di tempi certi per l’espletamento delle procedure concorsuali, ma questo non interessa già più chi è iscritto nelle graduatorie ad esaurimento.

Potrebbe capitare invece che chi è iscritto in Graduatoria ad esaurimento avesse già promosso il ricorso, e che questo si fosse arenato proprio in attesa della sentenza europea. In questo caso nulla vieta di riassumere il ricorso davanti al giudice del lavoro.

Gli iscritti nelle graduatorie ad esaurimento potrebbero inoltre decidere di ricorrere per altre motivazioni (scatti di anzianità, ricostruzione di carriera, risarcimento).