Da Ansa.it – 11/03/2015 – Sarà giovedì alle 17.30, a quanto si apprende, il Consiglio dei ministri sul ddl di riforma della scuola e sulla Rai.

Ultime limature per il disegno di legge sulla scuola, con le annunciate assunzioni di migliaia di precari. Sul testo destinato a concretizzare la Buona Scuola si è lavorato fino a tardi venerdì notte, con i tecnici e gli uffici legislativi del ministero dell’Istruzione e della presidenza del consiglio che hanno dovuto ‘trasformare’ l’articolato del decreto nel Ddl che il governo ha deciso, invece, all’ultimo momento di portare all’approvazione del Parlamento.

E proprio sull’iter del testo è intervento ieri Matteo Renzi: “in settimana concludiamo l’esame in Cdm e presentiamo il disegno di legge al Parlamento chiedendo di discuterlo velocemente. Se le opposizioni non fanno ostruzionismo, ma provano a dare una mano anche migliorando il testo, non ci sarà nessun provvedimento di urgenza da parte nostra”, ha scritto nella sua Enews.

Dopo la rilettura effettuata nel fine settimana, nelle prossime ore si verificheranno comunque gli ultimi tasselli da sistemare in un provvedimento ormai più volte descritto e annunciato ma sul quale il premier punta molto e che ha due idee di fondo: l’autonomia e la qualità. Con un forte investimento sul ruolo dei “presidi-sindaci” che dovranno essere sempre meno burocrati e più attenti alla didattica con l’aiuto del corpo docente sempre più motivato dagli scatti di merito. Nelle intenzioni del governo, anche l’idea che con i finanziamenti adeguati le scuole italiane possano finalmente fare il salto di qualità.

Sullo sfondo, tuttavia, rimane il problema più urgente: le assunzioni dei 120 mila docenti precari, sulle quali è un rincorrersi di rassicurazioni, timori e auspici. Un capitolo spinoso del pacchetto istruzione, sul quale il ministro Stefania Giannini ha assicurato più volte che saranno rispettati “tutti gli impegni”, ribadendo che le immissioni in ruolo dipenderanno dal “fabbisogno della scuola”. E se ci saranno ancora, per un periodo molto limitato, supplenze, sarà perché serve “un periodo per mandare a regime una riforma complessa”. Se sulla volontà del governo di procedere alle assunzioni non esistono molti dubbi, le difficoltà sono dovute alla scadenza di settembre, che difficilmente sarà possibile affrontare con il percorso parlamentare del Ddl. Ma al governo sono determinati: se è possibile ottenere questo risultato con un voto del Parlamento, benissimo; se non dovesse essere possibile, “abbiamo altri strumenti e li useremo”.

Una delle ipotesi possibili senza la decretazione d’urgenza, fatte e finora non smentite, potrebbe essere quella di fare un pacchetto di assunzioni consistente per coprire il turn over in maniera abbondante. Non oltre le 100.000 assunzioni ovviamente, ma certamente parecchie di più di quelle fatte negli anni passati allo stesso fine, tra le 35 e le 50 mila, per risolvere almeno in parte il problema delle supplenze annuali. Una seconda tranche di assunzioni dei precari potrebbe essere poi incardinata nel Ddl. Naturalmente il Ddl sarà più ampio e andrà dalle risorse (1 miliardo di euro per il 2015, 3 miliardi a partire dal 2016), al fisco “amico” (5xmille e school bonus) ma anche alle detrazioni per le paritarie, altro tema che ha acceso il dibattito politico e sul quale a questo punto sarà il parlamento a pronunciarsi. Priorità saranno anche l’edilizia scolastica e l’integrazione degli stranieri, con l’obiettivo, fra l’altro, di mettere in soffitta le “classi pollaio”.

Sul versante dei docenti, oltre alla rimodulazione degli scatti, ci saranno la valutazione e la formazione, mentre per gli studenti si troveranno potenziate materie come inglese e arte, con attenzione anche al sostegno. Previste, infine, misure nell’ambito del piano nazionale per la scuola digitale, sulla pubblicazione online dei dati sulla scuola, sulla semplificazione amministrativa, sul sistema integrato di educazione 0-6.