Da TuttoScuola.com – 20/05/2015 – “Il nuovo testo è incostituzionale per tre motivi e va corretto al Senato”. “Bene l’emendamento D’Ottavio del Pd per il ‘recupero’ degli inseriti nelle graduatorie di merito 2012 nel piano assunzionale straordinario previsto dal disegno di legge sulla scuola n. 2994, ma occorre assolutamente ripristinare al Senato le regole dell’inserimento in ruolo mediante Testo Unico, 50% tramite graduatoria concorsuale di merito e 50% tramite graduatorie a esaurimento, disinvoltamente aggirate dal Governo tramite il meccanismo della deroga, valutato all’unanimità come illegittimo e incostituzionale da costituzionalisti ed esperti di diritto scolastico”. È quanto chiedono gli ‘idonei’ di concorso Profumo del Docenti in Graduatoria di Merito.

“La dilazione della nostra assunzione a partire dall’anno scolastico 2016-17 è contemporaneamente una ‘pezza’ per rimediare alle caratteristiche di illegittimità e irragionevolezza dell’esclusione dalle assunzioni dell’unica graduatoria concorsuale in vigore, ed un esaltatore dei vizi sostanziali connessi a questa decisione” spiega Romina Pepe, portavoce degli inseriti in graduatoria di merito, a cui giudizio “il provvedimento presenta  tre profili di palese incostituzionità. Il primo vizio consiste nella violazione del principio del concorso pubblico, sancito dall’articolo 97 della Costituzione, senza una motivazione (che andrebbe sottoposta a uno ‘scrutinio stretto’) della deroga introdotta dall’art. 10 del ddl 2994”.

“In secondo luogo – continua  – la nostra dilazione è incostituzionale perché è irragionevole. Nel caso di specie, il nuovo articolo 10 del ddl 2994 delinea in primo luogo una norma irrazionale, un precetto che entra in opposizione con se stesso. Da un lato, ribadisce la validità triennale delle graduatorie concorsuali; dall’altro lato, dilaziona la validità della graduatoria di merito relativa al concorso del 2012 oltre il prossimo anno scolastico, rimandandolo al seguente e ai successivi. Non solo. Da un lato, questa disposizione normativa conferma la regola del concorso come strumento di reclutamento della docenza scolastica, ed anzi la rafforza, disponendo che in futuro l’assunzione avverrà ‘esclusivamente mediante concorsi pubblici nazionali su base regionale per titoli ed esami’; dunque, a regime, le uniche graduatorie previste dal nostro ordinamento consisteranno nelle graduatorie di merito, non vi sarà più spazio per altre graduatorie. Tuttavia la stessa norma attinge – esclusivamente, anche in questo caso – dalla graduatoria ad esaurimento per il Piano straordinario di assunzioni. Sicché il legislatore vuole e disvuole: vuole il concorso pubblico per assumere i docenti, ma disvuole l’unico concorso pubblico bandito dallo Stato negli ultimi tre lustri”.

“Il terzo vizio di incostituzionalità – prosegue la portavoce – consiste nella lesione del principio dell’affidamento, sancito dall’articolo 2 della Costituzione. Gli idonei posseggono un legittima aspettativa a ottenere l’assunzione nei tempi previsti, ove l’amministrazione scolastica decida nuovi reclutamenti durante il triennio di validità delle graduatorie di merito. L’aspettativa consiste in una situazione giuridica attiva, che il diritto positivo tutela espressamente”.

Il costituzionalista che ci appoggia in questo percorso, prosegue Romina Pepe, sostiene che, come risultanti dall’ultimo concorso in vigore, “dovremmo essere assunti per primi. E invece saremo (forse) assunti per ultimi”.

“Per questa ragione – conclude la rappresentante degli idonei – chiediamo al premier Matteo Renzi e al ministro Stefania Giannini un incontro urgente per sanare i vizi di illegittimità connessi al rinvio delle nostre assunzioni: hanno ascoltato i sindacati che facevano rivendicazioni per le loro categorie. Non vedo perché non dovrebbero ascoltare noi che chiediamo il rispetto del merito e del dettato costituzionale”.