Da TecnicaDellaScuola.it – 07/10/2014 – In un’ampia intervista radiofonica rilasciata a Giovanni Minoli per il programma Mix24 di Radio 24 il Ministro della Pubblica istruzione Stefania Giannini ha affrontato fra l’altro il tema della copertura dei costi relativi alla stabilizzazione dei precari delle Gae. E’ stata fatta una valutazione precisa di questi costi? ha chiesto il giornalista.

“Sono conti che avevamo fatto noi”, ha risposto il ministro, “nel Rapporto Buona scuola ci sono numeri molto precisi, perchè non è frutto di un’improvvisazione. È verissimo, l’inserimento in pianta stabile dei precari costerebbe 3 miliardi di euro, di cui 1 entro il 2015 ma non servono solo per quello. Padoan è d’accordo perchè Padoan essendo uomo anche di istituzioni internazionali sa benissimo che o l’Europa riparte dagli investimenti in ricerca e istruzione oppure è difficile che prosegua il suo cammino”.

Poi Giannini ha aggiunto una frase destinata a far discutere: “I 150 mila neoassunti potrebbero già sperimentare il contratto unico a tutele crescenti e soprattutto potranno e potrebbero sperimentare il contratto che prevediamo per gli insegnanti e che fa scatti stipendiali e crescita in carriera per merito e non per anzianità”. Il riferimento alle “tutele crescenti” potrebbe far pensare a qualche forma di passaggio graduale e condizionato alla definitiva sistemazione dei 150.000 o di una parte di loro (per esempio quelli privi di esperienza di insegnamento) e inserisce un elemento di incertezza sul futuro degli interessati.

Incertezza che aumenta per il fatto che il ministro parla di  “sperimentare” i contratti, quello “unico a tutele crescenti” per i neoassunti e quello che introduce gli scatti per merito al posto di quelli per anzianità (ma solo per due terzi dei docenti: si sperimenterà chi sceglie chi e come?).