Da TuttoScuola.com – 06/10/2015 – Sull’internazionalizzazione della scuola italiana “non siamo all’anno zero”, “ma molto c’è ancora da fare”, “la risposta esiste e si chiama ‘Buona scuola’”. Così il ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, in un messaggio inviato in occasione della presentazione, oggi al Miur, della ricerca Fondazione Intercultura-Ipsos sull’internazionalità della scuola italiana.

“Le parole chiave per intraprendere la strada del cambiamento anche sul fronte dell’internazionalizzazione – osserva Giannini – sono autonomia, flessibilità, aggiornamento, riconoscimento del merito. Si tratta degli stessi principi che abbiamo inserito nella nostra legge di riforma, che stanzia per la prima volta risorse consistenti e a regime, per dare reale attuazione all’autonomia scolastica, per consentire alle scuole di avere curricula più flessibili uscendo dalla gabbia rigida dei quadri orari, per offrire una formazione in servizio di qualità agli insegnanti, per valorizzare i docenti meritevoli”.

Il ministro ricorda quindi l’introduzione dello stanziamento annuale di “40 milioni per formare i nostri insegnanti che finora pagavano di tasca propria i corsi di aggiornamento. D’ora in poi -aggiunge – ci saranno linee guida nazionali per la formazione che porranno particolare attenzione al tema delle lingue. Avremo anche 200 milioni all’anno per valorizzare il merito dei docenti che si mettono particolarmente in gioco, magari proprio attraverso esperienze di carattere internazionale”.

“Abbiamo davanti – conclude – una grande scommessa che è quella di portare un cambiamento culturale importante nella nostra scuola. Il nostro impegno sarà massimo, soprattutto perché da esso deriva la possibilità per i nostri ragazzi di avere una scuola sempre migliore che li prepari ad affrontare le sfide di un mondo in continua evoluzione. Lo scenario in cui devono collocarsi non è più solo quello del loro paese ma quantomeno europeo quando non mondiale”.