Da TecnicaDellaScuola.it – 20/01/2015 – Oltre 200 studenti hanno ascoltato, in un silenzio quasi religioso, il racconto dei sopravvissuti allo sterminio, Sami Modiano, 85 anni, e le sorelle Andra e Tatiana Bucci, 76 e 74 anni, che hanno accompagnato, quasi fianco a fianco, i giovani nei luoghi del loro internamento. Gli stessi luoghi in cui furono uccise oltre un milione e duecento mila persone.

Una corona di fiori in memoria delle vittime è stata poi deposta dal ministro dell’Istruzione Stefania Giannini e dal presidente dell’Unione delle Comunità ebraiche italiane Renzo Gattegna sulle rovine di un forno crematorio distrutto dai tedeschi per cancellare le prove dello sterminio.

“Un racconto, quello dei tre testimoni, di grande impatto motivo – ha detto il ministro Giannini – ma a questo poi si deve accompagnare anche coscienza storica”.  Insomma, mai abbassare la guardia, mai “perdere di vista l’allarme rosso, che potrebbe crearsi se la società perde coscienza di ciò che ha

conquistato”, diritti e soprattutto pace.

Questo il senso dalla due giorni nei luoghi dell’Olocausto nei dintorni di Cracovia, in particolare i campi di Auschwitz e Birkenau organizzata dal Miur e dall’Ucei alla vigilia della Giornata della Memoria, il prossimo 27 gennaio. Giornata che quest’anno coincide con il 70esimo anniversario della liberazione delle ‘fabbriche della morte’.

Un’iniziativa i cui protagonisti sono gli studenti. Il cambiamento infatti deve partire dalla scuola, mettere lì la prima pietra per una società che sappia reagire all’intolleranza e alle discriminazioni.