Da TuttoScuola.com – 27/06/2013 – A settembre, con la ripresa delle attività scolastiche, 500 scuole primarie francesi sperimenteranno un nuovo approccio didattico (ma prima ancora culturale e politico) alla questione dell’educazione di genere.
Il progetto, varato d’intesa tra il ministro dell’educazione Vincent Peillon e quello dei Diritti delle donne Najat Vallaud Belkacem (35 anni, di origine marocchina) prevede l’esclusione dall’insegnamento delle diverse materie di ogni riferimento alla differenziazione precoce dei ruoli tra maschi e femmine, quella per cui – come da inveterati stereotipi – i bambini sarebbero ‘naturalmente’ inclini a giocare con il lego e le macchinette mentre le bambine sarebbero altrettanto naturalmente predisposte a giocare con le bambole e a fare la mamma.
Il titolo del programma sperimentale, “Abcd de l’égalité”, mostra che al centro dell’iniziativa sta la ricerca di un maggior grado di uguaglianza delle opportunità tra maschi e femmine, che sarebbe favorita, in questo caso, non dalla valorizzazione delle differenze tra i sessi, ma al contrario dalla loro negazione.
L’eliminazione precoce, fin dai primi gradi di scuola, degli stereotipi sulle attitudini naturali dei bambini e delle bambine dovrebbe favorire secondo i fautori anche un riequilibrio delle scelte per quanto riguarda la scuola secondaria superiore e l’università, correggendo le attuali tendenze che vedono i maschi, nell’istruzione professionale, iscriversi in massa ai corsi di meccanica e elettricità (98% di ragazzi) e le femmine scegliere i corsi per ‘parrucchiera, estetista e altri servizi alla persona’ (94% degli iscritti).
In Francia l’iniziativa sta suscitando forti polemiche, che si intrecciano con quelle riguardanti i matrimoni omosessuali. I conservatori parlano di una “antropologia distruttrice che va all’assalto della famiglia”, che è fondata sulla differenza sessuale, ma il governo Hollande non sembra intenzionato a fare retromarcia. Anzi, come mostra questa sperimentazione anti-Barbie, intende procedere affrontando la questione dalla radice, l’educazione ai valori che le nuove generazioni ricevono a scuola.