Da Repubblica.it – 09/09/2015 – La senatrice bolognese Pd è stata l’anima della riforma che ora, proprio nella sua città, il movimento di genitori e insegnanti si prepara nuovamente a contrastare: “Un referendum contro questa legge? Una iniziativa che giudico bizzarra”.

Francesca Puglisi, senatrice bolognese Pd, è stata l’anima della riforma che ora, proprio nella sua città, il movimento di genitori e insegnanti si prepara nuovamente a contrastare.

Teme la nuova contestazione sulla scuola?

“Assolutamente no. Non capisco nemmeno l’ipotesi di un referendum: non c’è nessun appiglio di anti-costituzionalità nella legge 107 che riforma il sistema scolastico. Anzi, la legge contiene solo investimenti per la scuola, dando, finalmente dopo dieci anni e quattro governi, risorse umane e finanziarie”.

La legge 107 appena approvata è ritenuta dal movimento che si riunirà a Bologna “inaccettabile perché cancella l’impostazione costituzionale della scuola di tutti e per tutti”. 

“È vero il contrario. Questa legge dà strumenti alle scuole per dare risposte all’emergenza educativa nel nostro Paese in termini anche di valori come solidarietà, inclusione, cittadinanza”.

Le ultime assunzioni, quelle della fase “B”, hanno lasciato scoperte delle cattedre: 300 in Regione, 64 a Bologna: non è un paradosso?

“Sono posti che saranno coperti da supplenze annuali e che si aggiungeranno ai posti che metteremo a concorso nel 2016. Una opportunità di lavoro. Chi è nelle graduatorie di istituto continuerà a lavorare quest’anno in attesa del concorso”.

Eppure anche sulle assunzioni c’è stata molta confusione  e delusione: una lotteria, contestano i docenti.

“Alla fine daremo alle scuole 55mila insegnanti in più, in Emilia Romagna saranno 7.881, oltre il 300% in più dell’anno scorso. Mi sembra un gran risultato. Manca ancora l’ultima fase: docenti assunti per potenziare l’organico degli istituti. Nessuno andrà a fare il tappabuchi ma tutti contribuiranno a organizzare in modo diverso la didattica. Agli slogan rispondiamo con fatti e risorse”.