Da IlSole24Ore.it – 03/04/2015 – Il sottosegretario all’Istruzione ha fatto il punto sui programmi di edilizia scolastica e ha annunciato più poteri ai dirigenti sulla manutenzione.

«Per l’edilizia scolastica sono stati messi in campo 3,9 miliardi di euro e previsti oltre 17mila interventi tra il 2014 e il 2016». Il sottosegretario all’Istruzione, Davide Faraone, snocciola i numeri che riassumono l’attività del governo sul tema scuole, facendo il punto sui vecchi e i nuovi programmi. «L’investimento sulla scuola – ha sottolineato Faraone – è grosso se si considerano anche i 3 miliardi della Buona Scuola. E l’impegno del Governo non si ferma qui. Vogliamo continuare sempre, anche nelle leggi di stabilità, a mettere il segno ‘+’ davanti alle risorse destinate alla scuola».

Graduatorie uniche – Più poteri ai dirigenti scolastici – Anagrafe da aprile Oltre ai numeri, Faraone ha anche annunciato alcune novità strutturali importanti. La prima sulle graduatorie regionali, che saranno a breve definite da ciascun territorio, e poi riunite dal Miur in attuazione del cosiddetto decreto mutui. Ebbene, queste graduatorie – che risulteranno dalla programmazione triennale regionale – «saranno il riferimento unico per tutti i finanziamenti da attribuire alle scuole», ha detto Faraone. Una novità rilevante, se si considera che attualmente ci sono 8 distinti programmi di finanziamento delle scuole, con diverse amministrazioni competenti. Una situazione che non ha prodotto efficienza e che ora il governo ha intenzione di semplificare.

Faraone ha poi spiegato che ai dirigenti verranno conferiti più poteri discrezionali in materia di edilizia, con la possibilità di decidere su quali plessi effettuare gli interventi. «Con il ddl buona scuola – ha detto – stiamo puntando sul ruolo dei dirigenti scolastici che abbiamo paragonato ai sindaci, lo stiamo facendo anche rafforzando la possibilità di scegliere, non solo la squadra di docenti che li supporterà, ma anche di scegliere come intervenire sulle opere di piccola manutenzione».

Un altro “pezzo” di riforma è l’anagrafe dell’edilizia scolastica, attesa da anni, ma rimasta finora sulla carta. «Il 22 aprile – ha annunciato Faraone – presenteremo l’anagrafe sull’edilizia scolastica. Per la prima volta avremo una fotografia di tutti gli edifici». Tuttavia, l’anagrafe non sarà completa perché, riferisce sempre Faraone, «mancheranno alcune regioni». È noto che l’anagrafe dell’edilizia scolastica vede una ampia disparità tra le Regioni, con un gruppo di 4-5 regioni del Mezzogiorno molto arretrate nel lavoro di ricognizione e monitoraggio del patrimonio edilizio. Evidentemente, è stata presa la decisione di non aspettare i ritardatari e di partire con le regioni che sono pronte.

«Apprezziamo l’impegno a render pubblica entro aprile l’Anagrafe dell’edilizia scolastica, per la quale ci battiamo da anni e su cui abbiamo contribuito da sempre a tener alta l’attenzione», ha commentato Adriana Bizzarri, coordinatrice nazionale della Scuola di Cittadinanzattiva. «Chiediamo che da subito vengano cambiate le regole per la gestione degli interventi di manutenzione ordinaria delle scuole, affinché ai Presidi – ha aggiunto Bizzarri – sia affidato maggior potere e scelta sulle azioni da mettere in campo per la sicurezza degli edifici, contrariamente a quanto avvenuto finora con l’operazione #scuolebelle».

Faraone ha annunciato anche il potenziamento dell’osservatorio per l’edilizia, che diventerà una sorta di “parlamentino” che riunisce tutti i soggetti che a vario titolo hanno un ruolo sull’edilizia scolastica. «L’osservatorio per l’edilizia scolastica – ha detto Faraone – lo stiamo trasformando in uno sportello unico per l’edilizia scolastica che coinvolge tutte le istituzioni che si occupano di
questo tema». L’osservatorio sarà il luogo dove discutere la programmazione unica e la destinazione delle risrose.

Il punto sui programmi (passati, presenti e futuri)

I programmi più recenti: scuole nuove, sicure e belle

Scuole nuove. Il programma che viene finanziato con risorse proprie dei comuni grazie allo sblocco del patto di stabilità sugli investimenti dell’ente, vede il seguente bilancio – comunicato dall’unità di missione di Palazzo Chigi guidata da Laura Galimberti e aggiornato al 16 gennaio scorso: 198 interventi conclusi, 69 «in progettazione o in appalto»; 157 «in cantiere» e 30 allo «star» (un modo per dire che non se ha notizia). Il programma, monitorato esclusivamente da Palazzo Chigi, beneficia di uno sblocco del patto di stabilità di 122 milioni, per ciascuna annualità del biennio 2014-2015, oltre a 50 milioni a beneficio delle provincie e città metropolitane, per ciascuna delle annualità del biennio 2015-2016. In tutto fanno 344 milioni di “spazi finanziari” concessi e «450 comuni interessati», ha riferito Laura Galimberti.

Scuole sicure. Stando al bilancio del Miur il programma è in fase molto avanzata. I 550 milioni stanziati complessivamente (400 milioni Cipe + 150 milioni del cosiddetto “decreto fare”) hanno prodotto complessivamente 2.328 interventi di manutenzione straordinaria, bonifica amianto, ristrutturazione e messa a norma. Di questi, 1.951 risultano conclusi, 227 risultano avviati e 150 risultano o non avviati (47) oppure non aggiudicati (103). .

Scuole belle. È il programma che vanta i numeri maggiori di interventi, finanziati con un totale di 450 milioni. Si tratta però di piccole o piccolissime manutenzioni. Ad oggi risultano eseguiti 7.235 interventi nel 2014, pari al 94% di quelli finanziati con la prima tranche di 150 milioni. Mancano all’appello 450 interventi. Con l’ulteriore tranche di 130 milioni resa disponibile nel primo semestre del 2015 si aggiungono ulteriori 5.290 interventi in pipe line. C’è poi una seconda tranche di risorse da confermare per il secondo semestre dell’anno, per 150 milioni. Tutto considerato, il Miur parla di «17mila interventi tra il 2014 e il 2016».

Mutui Bei. Il Dm pubblicato in «Gazzetta» consentirà investimenti per 940 milioni di euro per finanziare circa 4mila interventi. Il Miur ha fatto il riparto della prima annualità di 40 milioni di euro, che consente alle regioni di conoscere la quota di risorse complessivamente disponibile per nuovi investimenti con mutui trentennali con provvista Bei o Cdp, al netto del patto di stabilità, per nuove scuole.

 Fondi Pon/Por. Ci sono molti fondi nella programmazione comunitaria 2007-2013 che possono essere destinate all’edilizia scolastica. In particolare 240 milioni di fondi Pon per 577 interventi finanziati dal Miur tra efficientamento energetico, sicurezza, barriere architettoniche o altro. Il monitoraggio del Miur parla di una piccola quota di interventi conclusi (66, pari all’11,4% del programma), 243 in corso (42,1%), 154 in appalto (26,7%) e 114 aggiudicati (19,7%).

Più nebuloso il programma Por, gestito dalle Regioni: si asa solo che sono 905 i progetti approvati da Campania, Campania e Sicilia, per complessivi 405 milioni di euro.

Questi soldi però devono essere spesi e rendicontati entro il 31 dicembre di quest’anno, altrimenti si perdono.

Altro scenario temporale invece per i 380 milioni di euro di risorse Pon 2014-2020, fondi ancora da programmare.

Disegno di legge sulla «buona scuola» i sono infine i fondi previsti nel Ddl della buona scuola, la cui discussione partirà la prossima settimana alla Camera. Per quanto riguarda l’edilizia scolastica, il testo precisa la destinazione dei 300 milioni che dovrebbero arrivare dall’Inail (in conto investimenti). Si tratta in realtà di fondi già previsti dal “decreto fare” del luglio 2013, ma sui quali non si è mai riusciti a trovare un’intesa con l’Istituto di Previdenza. A distanza di quasi due anni si è arrivati alla conclusione che i fondi saranno destinati a nuove scuole “innovative”. «Il bando arriverà entro l’estate – promette Laura Galimberti – la giuria sarà costituita entro l’utunno ed entro l’anno avremo la graduatoria dei progetti selezionati». Sarà un concorso di idee, per individuare concept che poi i comuni potranno realizzare sul proprio territorio. Queste scuole, dice ancora Galimberti, «risponderanno ai principi di sostenibilità, efficientamento energetico, “partecipazione”, “creatività” e qualità: saranno scuole aperte al territorio, rispondendo così al principio di integrazione con il quartiere e la città».

Al monitoraggio sottotetti 40 milioni. Uno stanziamento di 40 milioni servirà a monitorare le condizioni di sottotetti, sperando di evitare crolli e cedimenti improvvisi.

Vecchi fondi regionali, 250 milioni “missing”. Il Ddl sulla “buona scuola”, tra le altre cose, cerca anche di fare – finalmente – un bilancio di tutti i vecchi programmi avviati a partire dal 2004. Programmi che sono stati gestiti dalle regioni. Non essendo mai stato previsto un monitoraggio efficace, appare difficile capire dove sono andati a finire i soldi che non si sono tradotti in cantieri di edilizia scolastica. Il Miur stima che la cifra di fondi da recuperare (ma non è detto che ci si riesca) ai aggiri su 250 milioni di euro.