Da TuttoScuola.com – 27/06/2015 – L’enciclica di papa Francesco sull’ambiente è stata salutata con grande apprezzamento anche dai grandi della terra. Secondo il presidente degli Stati Uniti Barack Obama, Bergoglio ha parlato “con chiarezza e potenza e con l’autorità morale della sua posizione”. Ha detto di “ammirare profondamente la decisione di sollevare il caso”. Il presidente della Repubblica italiano, Sergio Mattarella, ha parlato di “un documento di altissimo valore morale e di straordinario interesse culturale e sociale”.

Il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon e il presidente francese, Francois Holland, hanno espresso analoghi apprezzamenti. Plausi dal Wwf, da Greenpeace e da Actionaid.

L’enciclica non è soltanto un messaggio di alta spiritualità rivolto al mondo cattolico, ma è anche un documento ricco di considerazioni che potremmo considerare laiche, rivolte a tutti e, in particolare, all’educazione. Leggiamone qualche passo.

“Un cambiamento negli stili di vita potrebbe arrivare ad esercitare una sana pressione su coloro che detengono il potere politico, economico e sociale. È ciò che accade quando i movimenti dei consumatori riescono a far sì che si smetta di acquistare certi prodotti e così diventano efficaci per modificare il comportamento delle imprese, forzandole a considerare l’impatto ambientale e i modelli di produzione.

È un fatto che, quando le abitudini sociali intaccano i profitti delle imprese, queste si vedono spinte a produrre in un altro modo. Questo ci ricorda la responsabilità sociale dei consumatori. «Acquistare è sempre un atto morale, oltre che economico». Per questo oggi «il tema del degrado ambientale chiama in causa i comportamenti di ognuno di noi».

“Nei Paesi che dovrebbero produrre i maggiori cambiamenti di abitudini di consumo, i giovani hanno una nuova sensibilità ecologica e uno spirito generoso, e alcuni di loro lottano in modo ammirevole per la difesa dell’ambiente, ma sono cresciuti in un contesto di altissimo consumo e di benessere che rende difficile la maturazione di altre abitudini. Per questo ci troviamo davanti ad una sfida educativa”.