Da TecnicaDellaScuola.it – 27/04/2015 – In molte scuole non sono state neppure affisse le liste dei candidati, come previsto dall’Ordinanza Ministeriale. Stefano d’Errico (Unicobas): “E’ in atto il tentativo di delegittimare il risultato del voto che sicuramente sarà favorevole per il sindacalismo alternativo”.

Martedì 28 aprile si vota per eleggere i rappresentanti del personale docente, dirigente e Ata nel Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione, ma nelle scuole se ne sa poco o nulla. L’acceso dibattito che aveva accompagnato le ultime settimane prima del voto del 1998 è solamente un lontano ricordo forse (ma non solo) perchè ormai le attribuzione del CSPI appaiono inferiori a quelle del vecchio CNPI che si articolava anche al proprio interno nelle commissioni per la disciplina a cui era affidato il compito di esaminare i casi di infrazioni disciplinari del personale (docenti delle superiori in particolare).

Ma va anche detto  che ormai sono cambiate di molto le regole per la rappresentanza.
Faranno infatti parte del CSPI 36 membri, 18 eletti e 18 nominati dal Ministro (nel CNPI, la “quota” di posti di nomina ministeriali era di gran lunga inferiore e minoritaria. C’è però un  altro motivo ancora che non contribuisce a creare interesse intorno all’evento.

In molte scuole non sono state neppure affisse le liste dei candidati (l’OM prevedeva come termine ultimo per tale adempimento la data del 21 aprile)  e la “campagna elettorale” è stata molto contenuta. Gli stessi sindacati rappresentativi non si sono “spesi” più di tanto per mantenere viva l’attenzione di docenti e Ata.

“Quello che sta accadendo – sottolinea Stefano d’Errico, segretario nazionale Unicobas, candidato per la sezione scuola primaria – è un fatto molto grave e rappresenta una ulteriore limitazone degli spazi di democrazia, già scarsi,  all’interno delle scuole. E’ gravissimo che il Miur non abbia ricordato alle scuole la necessità di dare la massima pubblicità possibile a questa scadenza. Quasi quasi il Miur dà più spazio al concorso per l’alunno più buono d’Italia che alle elezioni del CSPI”
“Ma anche le organizzazioni sindacali rappresentative – prosegue d’Errico – non hanno brillato per iniziativa: sembra quasi che a loro vada bene una scarsa affluenza alle urne per poter delegittimare o minimizzare il successo che molto probabilmente otterranno le liste del sindacalismo alternativo che – almeno in questa circostanza non ha dovuto sottostare alle regole capestro che per il rinnovo delle RSU di istituto”.

Tutte le liste presentate e ammesse dalla Commissione elettorale centrale potranno infatti essere votate in qualsiasi scuola italiana, mentre per il rinnovo delle RSU il meccanismo attuale penalizza fortemente i sindacati più piccoli che non hanno una presenza diffusa e capillare sul territorio nazionale; nel caso delle elezioni del CSPI tutte le liste avevano diritto di assemblea, mentre nel caso del voto per le RSU tale diritto vale solo per i sindacati rappresentativi a livello nazionale o per quelli che già sono presenti nella scuola con una propria RSU.
Vedremo se almeno nella giornata di lunedì il Miur ricorderà alle scuole di dare adeguati risalto a questa importante scadenza.