Da Corriere.it – 30/06/2013 – La più completa fotografia globale del benessere, dell’educazione, delle cure e della vita familiare dell’infanzia è stata realizzata sotto forma di mappa dalla University of California, Los Angeles. Il report non a caso si intitola Children’s chances, ovvero le opportunità che hanno i bambini di tutto il mondo, in termini di accesso alle cure, al cibo, all’acqua, ma anche a un’istruzione adeguata e persino al tempo dei loro genitori.
TANTI PARAMETRI, ANCHE INDIRETTI – Sono tanti i fattori che contribuiscono al benessere dei bambini e lo studio della UCLA li contempla tutti, anche quelli che intervengono indirettamente. Un bimbo sta bene, è sano e felice se non fuma e non beve e se può essere curato, ma anche se i suoi genitori non vengono discriminati sul lavoro e se la mamma nei primi mesi di vita può allattarlo e stare con lui. Inoltre i bambini hanno diritto a maestre preparate e chi tra loro ha una disabilità deve essere comunque garantito nella possibilità di avere un’istruzione. Infine i bambini non devono lavorare e se a una certa età il lavoro minorile può essere ipotizzato, occorre comunque che esistano dei paletti, per evitare lo sfruttamento minorile. I dati che emergono confermano ovviamente un mondo occidentale spesso più attento alle esigenze dei minori, ma non in tutto e non sempre. Esistono infatti Paesi sparsi per il pianeta noti per essere culturalmente indietro in molte conquiste che, ciononostante, hanno qualcosa da insegnare alle nazioni avanzate.
NEL DETTAGLIO – In molto luoghi della terra è proibito il fumo nelle scuole, ma fanno eccezione molte zone dell’Africa, del Sud America e dell’Asia, dove non esiste alcuna legge specifica, mentre negli Usa è a discrezione dei singoli stati. L’età minima per l’acquisto di alcolici è 18 anni nella maggior parte del mondo, ma in molte nazioni europee la soglia minima è 15 anni e in parte degli Usa e in alcuni singoli staterelli sparsi per l’Africa o l’Asia è addirittura 21 anni. Non stupiscono i dati che riguardano l’accesso all’acqua potabile e alle cure odontoiatriche che evidenziano come in entrambi i casi le zone d’ombra siano in Africa e anche in parte dell’Asia. Il congedo maternità è previsto per più di 26 settimane per le madri europee e nordamericane, ma in molti Paesi asiatici e africani non sorpassa le 14 settimane e in alcuni stati americani non è previsto affatto. La paternità è invece prevista solo nel mondo occidentale e nemmeno contemplata, in linea di massima, nelle regioni meno sviluppate. Variegata la situazione mondiale per quanto riguarda il lavoro minorile: in Africa centrale e in India non c’è alcuna protezione, mentre la maggior parte degli stati sono blu o grigi, che significa che per i minorenni sono possibili solo lavori molto soft, a partire da una certa età e per un minimo di ore. Il parametro più elevato globalmente riguarda l’istruzione degli insegnati della scuola primaria, che devono avere sia una laurea che un tirocinio in quasi tutto il pianeta, con qualche area degli Stati Uniti dove è sufficiente la laurea e una buona parte dell’Africa, del Sud America e dell’Asia dove basta un’istruzione secondaria di secondo grado integrata con un’esperienza di stage.
LE SORPRESE – Ci sono poi alcuni dati che, come anticipato, quasi stupiscono, evidenziando come le realtà e le leggi più evolute si trovino proprio nel sud del mondo. La discriminazione sul lavoro in base alla provenienza etnica per esempio non è codificata da alcuna legge nella maggior parte del mondo e a fare eccezione sono soprattutto alcune nazioni africane e del Sud America. Inoltre nei permessi per allattamento la maglia nera va stranamente a parte dell’America seguita dall’Australia, Paesi che non garantiscono affatto questo prezioso diritto della mamma e del bambino, mentre in quasi tutto il pianeta fino all’anno del bimbo la mamma ha diritto a delle pause sul lavoro. Infine, a proposito di parametri che fanno pensare, le regioni del mondo che danno la miglior lezione in tema di bambini, disabilità e istruzione sono soprattutto una buona parte del Sud America e alcuni Paesi africani (insieme all’Italia, che notoriamente costituisce un’eccellenza). Mentre nel resto del mondo la costituzione non offre alcuna garanzia specifica per quanto riguarda il loro sacrosanto diritto all’istruzione.