Da Education 2.0 – 12/02/2014 – La crescita dell’istruzione nel mondo sviluppato è segnata da una caratteristica: in quasi tutti i paesi membri dell’Ocse, le femmine superano i maschi nell’istruzione secondaria e universitaria e nei tassi di conseguimento dei titoli di studio.

Il livello dell’istruzione dei paesi sviluppati è strettamente connesso all’età degli individui, è più alto tra le generazioni più giovani rispetto a quelle più anziane. Come mostrano i dati OECD, (Education at a Glance 2013), il trend è globale.

Nell’istruzione terziaria (universitaria), ad esempio, tra la percentuale di laureati 25-34enni e quella dei 55-60enni c’è un divario. In Corea il gap raggiunge quota 51%, in Francia è il 24%, in Italia il 10% e in Germania il 2%. La media Ocse è pari al 15%.

C’è anche un altro fattore che spinge verso l’alto il livello d’istruzione globale interagendo con l’età e il genere degli individui. Il tasso intergenerazionale di conseguimento della laurea varia, come si è visto, da un paese all’altro, però quello delle donne supera quasi dappertutto quello degli uomini.

Pertanto, più giovani = più istruzione, e più ancora se si tratta di giovani donne.

Nei paesi Ocse il tasso di conseguimento dell’istruzione secondaria e terziaria delle donne 25-34enni supera mediamente del 24% quello delle 55-60enni (tra le une il tasso è dell’84% e tra le altre il 60%).

Nei maschi il trend è simile, ma molto meno pronunciato. La differenza tra giovani e anziani ha un valore percentuale inferiore alla metà di quello delle femmine (11%). In alcuni paesi la percentuale di maschi che hanno conseguito almeno il diploma secondario è addirittura uguale tra i più giovani e i più anziani.

Nel corso degli anni le differenze di genere nel conseguimento dei titoli di studio sono cresciute.

Nel 2000 i maschi adulti avevano un tasso di conseguimento della laurea più alto rispetto alle coetanee. Nel 2011 la situazione è capovolta, ha conseguito la laurea il 33% delle donne contro il 30% dei maschi. Per giunta le donne più giovani presentano tassi di conseguimento del titolo d’istruzione secondaria e di terzo livello mediamente più alti dei maschi della stessa età. Nella fascia d’età 25-34 anni, gli individui che hanno ottenuto almeno il diploma delle superiori raggiungono quota 81% tra i maschi e 84% tra le femmine.
Tuttavia, mentre nella media dei paesi Ocse il tasso di conseguimento della laurea delle femmine 25-34enni supera mediamente del 10% quello dei coetanei maschi, nella fascia d’età dei 55-64enni i maschi laureati sono il 25% contro il 22% delle femmine. Il sorpasso globale delle donne è questione di tempo.

In Italia i tassi di conseguimento dell’istruzione secondaria (33%) e terziaria (14%) si collocano molto al disotto dei valori della media Ocse (44% e 32%).

Ciò nonostante il trend delle femmine è lo stesso, con valori percentuali pressoché allineati alla media dei paesi Ocse. I maschi diplomati della secondaria sono il 45% tra i 55-64enni e il 70% tra i 25-34enni (+25%); le femmine diplomate sono il 40% tra le anziane mentre raggiungono il 75% tra le giovani (+35%). Nell’istruzione terziaria le donne primeggiano sul totale della popolazione, con il 16% contro il 13% degli uomini, in sintonia con la media dei paesi Ocse (donne 33%, uomini 29%).

Non è retorica rappresentare i progressi delle donne nell’istruzione come una lunga marcia, un cammino iniziato in Italia tanti anni fa, quando la discriminazione di genere colpiva le bambine subito dopo le elementari (e andando indietro nel tempo, anche prima).

Come in una gara a tappe, la corsa alla conquista dei titoli di studio più elevati e più importanti è terminata più volte con il sorpasso delle femmine sui maschi.

Pensiamo agli anni ’80, quando le ragazze raggiunsero la percentuale dei maschi nelle iscrizioni alle superiori e nei tassi di conseguimento del diploma (con un rendimento scolastico medio superiore), e poi sorpassandoli anche nella tradizionale roccaforte maschile del liceo scientifico.

Esistono numerosi indicatori delle capacità e delle potenzialità femminili. Gli ultimi risultati delle prove Ocse/Pisa mostrano che a quindici anni le femmine hanno competenze in lettura significativamente più alte dei maschi, mentre questi ottengono risultati migliori in matematica, ma di misura statisticamente non significativa. Le ragazze coltivano, inoltre, aspettative di lavoro più elevate dei maschi e si iscrivono ai corsi di istruzione universitaria più dei maschi (OECD, “Education at a Glance”, 2012). Malgrado tali vantaggi, le situazioni che penalizzano le donne nel mondo del lavoro sono la regola. È vero che indirizzandosi verso corsi di studio umanistici e generalisti, le donne hanno molte meno probabilità dei maschi di intraprendere una carriera nel settore della scienza e della tecnologia, ma è anche vero che con poche eccezioni a parità di titolo di studio guadagnano meno degli uomini.