Da OrizzonteScuola.it –10/11/2013 – Il Ministro anticipa che i decreti attuativi del Dl Istruzione sono già pronti ed invita il mondo della scuola a suggerire le priorità per i prossimi interventi. Liceo 4 anni: “evitare tabù”

Un ministero 2.0, sembra questa l’idea lanciata dal Ministro che vediamo sempre più spesso cimentarsi con i nuovi strumenti comunicativi ed in particolare il preferito Twitter.

Intanto, annuncia che i Decreti attuativi sono già pronti.

“Sono al lavoro sui decreti attuativi del dl istruzione: – ha twittato la Carrozza – non mi fermo !”

E lancia anche una mirabile iniziativa attivando una e-mail di ascolto, invitando il mondo della scuola ad inviare le proprie proposte per i futuri provvedimenti. “Vorrei che a raccogliere questa sfida fossimo in tanti – ha affermato – Non finisce qui: abbiamo attivato una casella email, istruzioneriparte@miur.it , – invita il Ministro – per ascoltare le vostre idee e i vostri suggerimenti su come si possa riportare istruzione, formazione e ricerca al centro del dibattito politico. in Italia adesso solo il 2% degli Italiani ritiene che l’istruzione sia un problema prioritario. – conclude – Non è accettabile.”

Il Ministro ha, inoltre, rilasciato una intervista al quotidiano “Il Messaggero”, nella quale dichiara di essere molto soddisfatta dell’approvazione del Decreto, anche perché Sel e M5S non hanno votato contro e giudica il provvedimento più importante lo stanziamento dei 115 milioni di euro per le borse di studio e gli aiuti agli studenti.

Ora, chiederà a Letta più fondi nella legge di stabilità per il diritto allo studio e alla ricerca: 300 milioni di euro da dividere in parti uguali.

Alle critiche sulle sperimentazioni del liceo a 4 anni,  dice che bisogna evitare i tabù e aprirsi ai cambiamenti, si dichiara empirica quindi si sperimenta, poi si vedrà: “In Italia si creano dei tabù per non cambiare mai niente. Io sono empirica e dico: sperimentiamo, poi decideremo”.

Riguardo al reclutamento dice: “Vorrei fare una revisione totale del reclutamento in senso meritocratico e trasparente, eliminando la stratificazione di norme. Vorrei dare un segnale a chi vuole intraprendere la carriera di insegnante”.

Insomma, si riparte