Da TuttoScuola.com – 23/10/2014 – Ogni anno in Italia oltre 600 mila ragazzi tra i 10 e 16 anni, 2 su 10, abbandonano complessivamente la scuola senza ottenere un titolo di studio e una formazione superiore alla scuola media inferiore. Un dato negativo che colloca l’Italia nell’ultimo posto della classifica europea e che vede sempre più lontano il raggiungimento dell’obiettivo di una riduzione dell’abbandono scolastico al 10%, proposto dall’Ue per il 2020.

E’ quanto emerge da una ricerca realizzata dall’ong WeWorld Intervita, dall’Associazione Bruno Trentin della Cgil e dalla Fondazione Giovanni Agnelli, che hanno lavorato peraltro sulla base di stime, non essendo ancora disponibili dati certi in assenza dell’Anagrafe scolastica, come riconosciuto dal sottosegretario D’Onghia, intervenuta alla presentazione della ricerca ‘Lost – dispersione scolastica’, e da Milena Santerini, deputata della VII commissione, promotrice in tale sede dell’indagine conoscitiva sulla dispersione conclusasi recentemente.

Secondo la ricerca Lost il numero dei ragazzi che in Italia lasciano i banchi di scuola prematuramente è pari al 17%, nettamente più alto rispetto alla media europea dell’11,9% (ma assai più basso del 28% calcolato da Tuttoscuola sul totale degli alunni iscritti alla scuola secondaria superiore statale).

Il risultato italiano peggiora se si guarda al Sud e isole, dove ci sono regioni assai lontane dalla media europea (Sardegna 25,5%, Sicilia 24,8%, Campania 21,8% e Puglia 17,7%). Il Molise è, invece, la regione con più ragazzi che completano gli studi, con una percentuale di abbandono del 10%.

Per contrastare il fenomeno, WeWorld Intervita ha deciso di ampliare il programma Frequenza200, network che lavora con insegnanti, bambini e famiglie sul territorio nazionale e online con l’obiettivo di riportare a scuola 6.000 ragazzi entro il 2016.