Da TecnicaDellaScuola.it – 16/07/2013 – Accolto il ricorso presentato da 16 famiglie e dall’associazione Ledha: tra 2010 e 2012 “si è determinata una riduzione del numero di insegnanti di sostegno a fronte di un incremento di studenti con disabilità”. Il Ministero ritenuto colpevole pure dell’inadeguatezza delle ore di sostegno. Due gli effetti: l’amministrazione non dovrà più cadere in certi errori e del prossimo a.s. dovrà garantire tutte le ore indicate nel Pei.
Ancora una sconfitta da parte del ministero dell’Istruzione per condotta “discriminatoria” nei confronti di alunni disabili: stavolta la condanna è arrivata dal Tribunale di Milano per i danni procurati a 16 studenti con disabilità, a supporto dei quali è stata prevista “una dotazione di organico di insegnanti di sostegno inferiore a quella necessaria” nell’anno scolastico 2012-2013.
Oggetto del ricorso, presentato dalle 16 famiglie dei ragazzi disabili e dall’associazione Ledha (Lega per i diritti delle persone con disabilità), i provvedimenti adottati dal Miur, tra l’aprile 2010 e il luglio 2012, quindi principalmente a seguito dei tagli derivanti dalla famigerata Legge 133 del 2008, con Silvio Berlusconi premier e Maria Stella Gelmini ministro dell’Istruzione, “si è determinata una riduzione del numero di insegnanti di sostegno a fronte di un incremento del numero di studenti con disabilità”.
A seguito di questi “tagli”, chiarisce l’associazione presieduta da Franco Bomprezzi, molti ragazzi con disabilità “non hanno potuto usufruire del monte ore di sostegno necessario”.
Il Tribunale, secondo Gaetano De Luca, avvocato del servizio legale Ledha, “ha riconosciuto una condotta discriminatoria non solo nel taglio delle ore di sostegno rispetto agli anni passati, ma anche nella sostanziale inadeguatezza del numero di ore rispetto a quelle ritenute necessarie”.
Il giudice delle prima sezione civile, spiega l’avvocato Livio Neri che ha seguito la causa, “oltre a sanzionare il comportamento del ministero, per evitare possibili ripetizioni delle condotte discriminatorie accertate, ha ordinato che per il prossimo anno scolastico l’Amministrazione fornisca tutte le ore che verranno indicate nel Piano educativo individualizzato per gli alunni che hanno promosso l’azione”. Le ore perse, invece, non si recupereranno più.