Da TuttoScuola.com – 06/06/2014 – …ma un manifesto di come saranno reclutati i docenti nei prossimi anni L’emanazione del decreto ministeriale n. 356, che autorizza lo scorrimento delle graduatorie del concorso del 2012 oltre il numero dei posti inizialmente banditi, peraltro annunciato in più di un’occasione dal ministro dell’Istruzione Stefania Giannini e dal suo entourage, ha avuto senza dubbio come causa immediata la necessità di porre rimedio all’errore di non avere osservato, in occasione delle ultime  4.447 assunzioni a tempo indeterminato di docenti su posto di sostegno, il Testo Unico delle disposizioni legislative in materia di istruzione (Decreto Legislativo 16 aprile 1994, n. 297, art. 400), laddove questo prevede la redazione di una graduatoria valida fino all’entrata in vigore di una graduatoria successiva, e la nomina di quanti si sono collocati in posizione utile in relazione alle cattedre disponibili.

Tuttavia, a nostro avviso, nel Decreto è possibile leggere molto di più che non un adeguamento dell’amministrazione alla normativa vigente, ma quasi un manifesto di quelle che saranno le azioni di reclutamento del personale docente almeno da qui alla scadenza del governo, peraltro uscito rafforzato dalle ultime elezioni europee, prevista per il 2018.

La prima notizia che si legge nel decreto è in realtà una non-notizia, o la conferma di una notizia: il Ministero è intenzionato a bandire un concorso per il 2015 (in altre occasioni si era parlato di “tarda primavera”).

La seconda notizia è invece una notizia, e prevede – a nostro avviso correttamente, visti i tempi tecnici di valutazione delle prove dei candidati nell’ultimo concorso 2012 – la redazione delle graduatorie per l’avvio dell’anno scolastico 2016-2017. In altre occasioni, il Ministero aveva manifestato invece l’intenzione di procedere alle assunzioni del prossimo concorso dall’anno scolastico 2015-2016. In questo caso, è possibile che alla non ancora avvenuta autorizzazione a bandire il futuro concorso sia legata una (ragionevole nella previsione) dilatazione nei tempi.

La terza notizia risiede infine nel subordine dell’avvio di nuove procedure concorsuali “alla verifica dell’avvenuta immissione di tutti i vincitori di concorso e dell’assenza di idonei utilmente collocati nelle proprie graduatorie ancora vigenti”, ex decreto-legge 31 agosto 2013, n. 101, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2013, n. 125. Il Ministero, con questa dizione, dichiara che non indirà nuovi concorsi per quelle classi di concorso e quelle Regioni che non avranno esaurito le relative graduatorie di merito, e che è illegittimo indirne (a meno di interventi normativi successivi, ovviamente).

Trarre conclusioni da ciò è consequenziale: cade la distinzione tra vincitori e idonei (il decreto lo recita espressamente), che, compatibilmente con le disponibilità dell’amministrazione, saranno tutti assorbiti in relazione alla graduatoria di merito. I Tfa (passati e futuri) e i Pas avranno valore per migliorare le posizioni degli iscritti nelle graduatorie e per ottenere l’abilitazione necessaria per i futuri concorsi, ma saranno poco utili se l’intenzione del candidato è quella di concorrere per classi di concorso in Regioni saturate dal concorso 2012.

Il Ministero, durante la procedura di concorso, ha fornito i numeri dei concorrenti (326.459), dei vincitori (11.542, scritti nel bando), ma non il numero degli idonei (dovrebbero essere quasi 14.000, al netto delle ripetizioni, secondo dati non ufficiali), il cui status attualmente non differisce più da quello dei vincitori, se non che questi precedono quelli in graduatoria. Tuttavia, la ripartizione degli idonei sulle varie classi di concorso nelle varie Regioni è estremamente variabile: in alcune classi di concorso/Regioni, l’esaurimento di queste graduatorie di merito potrebbe richiedere diversi anni scolastici.

Un capitolo a parte è rappresentato dal nodo “abilitazione”. Considerato che le attese per il ruolo potranno essere piuttosto lunghe per molte classi di concorso/Regioni, probabilmente ci aspettano anni in cui avremo parallelamente vincitori di concorso non abilitati sicuri della cattedra, ma senza possibilità di inserimento in II fascia (e dunque indietro nell’assegnazione delle supplenze), e abilitati attraverso Tfa e Pas con precedenza nelle supplenze (grazie all’inserimento in II fascia), ma subordinati alla vittoria di un concorso venturo per l’ottenimento del ruolo. E la cosa suona ben strana, ancorché forse indipanabile.

L’unica certezza al momento è rappresentata dagli iscritti nelle Gae (graduatorie a esaurimento), che resta la graduatoria di reclutamento per il 50% delle cattedre disponibili e di precedenza per l’assegnazione delle supplenze.