Ripreso il dibattito in Commissione Cultura alla Camera. Approvato il nuovo testo dell’articolo 2: il Piano triennale sarà elaborato dal collegio dei docenti e approvato dal consiglio di istituto. Marginale il ruolo del dirigente scolastico.

Alle ore 10 di domenica sono ripresi in Commissione Cultura della Camera i lavori sul disegno di legge 2994.

Nella prima ora di lavoro è stato approvato l’articolo 2 del provvedimento che, di fatto, riscrive l’articolo 3 del Regolamento dell’autonomia del 1999. In pratica viene eliminata la dicotomia fra POF e Piano triennale, in quanto la nuova norma prevede che “ogni istituzione scolastica predispone, con la partecipazione di tutte le sue componenti, il Piano triennale dell’offerta formativa, rivedibile annualmente. Il Piano è il documento fondamentale costitutivo dell’identità culturale e progettuale delle istituzioni scolastiche ed esplicita la progettazione curricolare, extracurricolare, educativa ed organizzativa che le singole scuole adottano nell’ambito della loro autonomia”.

Ma la vera novità consiste nel fatto che il Piano dovrà indicare sia “il fabbisogno dei posti comuni e di sostegno dell’organico dell’autonomia sulla base del monte orario degli insegnamenti, con riferimento anche alla quota di autonomia dei curricoli e agli spazi di flessibilità, nonché del numero di alunni con disabilità” sia “il fabbisogno dei posti per il potenziamento dell’offerta formativa”. Farà parte del Piano anche “il piano di miglioramento dell’istituzione scolastica di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 80 del 2013”. Rispetto alla versione iniziale del ddl che disponeva che il Piano venisse elaborato dal dirigente scolastico, il testo approvato introduce una modifica decisiva: “Il Piano è elaborato dal collegio dei docenti sulla base degli indirizzi per le attività della scuola e delle scelte di gestione e di amministrazione definiti dal dirigente scolastico. Il Piano è approvato dal consiglio di circolo o di istituto”. Vedremo se questa modifica sarà considerata adeguata da chi sostiene che il ddl attribuisce troppo potere ai dirigenti scolastici.