Da Tuttoscuola.com – 14/11/2014 – Si è concluso ieri a Milano, al termine di una intensa giornata di lavori, il 51° congresso dell’AICA, (Associazione italiana per l’informatica e il calcolo automatico), che ha affrontato un tema di grande attualità, all’incrocio tra indagine economica e innovazione tecnologica: “Dai Bit agli atomi: Rilancio della manifattura e nuove competenze digitali”.

E’ stata messa a fuoco in particolare la questione delle competenze richieste alle piccole imprese e alle società artigiane di qualità, nello scenario che si sta profilando, a livello globale, del cosiddetto “additive manufacturing“, cioè del design e della fabbricazione digitale tramite stampa 3D. L’idea, infatti, è che solo accompagnando l’innovazione tecnologica con un’analoga innovazione delle competenze il connubio di ‘atomi e bit’ potrà dare tutti i suoi frutti.

Ne ha parlato in apertura dei lavori il presidente di AICA Bruno Lamborghini: Quella del rilancio e dell’innovazione tecnologica all’interno della manifattura italiana, con particolare riferimento alle pmi, è una partita che il nostro sistema Paese non può permettersi di perdere, ma che al contrario va giocata per far crescere la competitività e la creatività della nostra imprenditorialità”.

Nel corso del congresso sono state illustrate alcune indagini sul tema della manifattura digitale e delle competenze, condotte da AICA in collaborazione con Sda Bocconi, Servizio Studi e Ricerche Intesa Sanpaolo, Prometeia e Net Consulting. Fra queste, una ricerca sull’additive manufacturing, che si sta sviluppando anche in Italia con interessanti prospettive di successo, e una corrispondente ricerca sullo stato dell’arte nel mercato statunitense, che questa rivoluzione digitale sta già vivendo da oltre 10 anni; infine, una nuova ricerca di AICA e Sda Bocconi sul pesante costo dell’ignoranza informatica nelle imprese manifatturiere.