Da TecnicaDellaScuola.it – 03/01/2014 – La riduzione della durata dei corsi di studio, l’introduzione di una carriera per i docenti, il rinnovo del contratto della scuola: sono i tre punti che il dicastero di Viale Trastevere dovrà per forza di cosa affrontare nell’anno che verrà. Le logiche di risparmio imposte dal Mef, del resto, non lasciano molte possibilità. Possibili novità in arrivo anche su altri fronti: come le modifiche sul sostegno e il coinvolgimento dei privati per lo sviluppo della scuola digitale.

La riduzione della durata dei corsi di studio, l’introduzione di una carriera per i docenti, il rinnovo del contratto della scuola: sono questi i tre punti che, secondo l’agenzia Ansa, il ministero dell’Istruzione intende affrontare nell’anno che verrà. Tutte possibili novità che riflettono, al di là dell’esigenza di ammodernare il sistema scolastico italiano, della necessità estrema di far ridurre le spese sostenute annualmente per il comparto. Assecondando quindi le logiche che guardano con sempre maggiore interesse, soprattutto per iniziativa del Mef, alla spending review.

Ecco, in dettaglio, i punti più rilevanti su cui si concentrerà l’operato del Miur. L’idea, non nuova, di tagliare un anno alla scuola secondaria superiore, si é tradotta nel 2013 in una sperimentazione. Ma, nonostante i timori dei sindacati, il modello potrebbe essere generalizzato per allineare la durata dell’istruzione scolastica ai 12 anni di quasi tutti i più importanti Paesi del mondo (Usa, Cina, Russia, Giappone, Corea, quasi tutta l’Europa).

Sul tappeto, continua l’agenzia nazionale, c’é anche la disponibilità a discutere forme alternative di sviluppo della professionalità docente (se ne parlerà in occasione della Costituente per la scuola) e la non secondaria questione del rinnovo del contratto della scuola, scaduto da quattro anni. Dei nuovi assetti della rete scolastica si continuerà a parlare anche nel 2014 (le situazioni sul territorio sono molto differenziate) così come della formazione obbligatoria in servizio dei docenti confermata sostanzialmente dalla legge di conversione del decreto legge 104 sull’Istruzione (per il 2014 però ci sono soltanto 10 milioni per applicare la legge).

Ma le novità potrebbero essere anche di più. Mentre si dà poco credito “all’annosa questione del precariato”, che “seppure affrontata é ancora lontana dall’essere risolta (le graduatorie a esaurimento si svuotano molto lentamente)”, l’Ansa cita anche il “sostegno una norma alla legge 128 dispone che dal 2014-15 i posti stabilizzati in ogni regione abbiano una medesima percentuale rispetto a tutti i posti di sostegno attivati”.

Inoltre, al Miur “si lavorerà nel nuovo anno per trovare nuovi modelli di finanziamento, anche con il coinvolgimento dei privati, per lo sviluppo della scuola digitale: secondo una recente indagine del portale Skuola.net in Italia solo un istituto su 10 ha copertura wireless”.

Ma importanti novità sono attese anche in campo universitario. Nei primi mesi dell’anno – ha assicurato il ministro dell’Istruzione, Maria Chiara Carrozza in un messaggio di ‘Buon anno postato su Facebook “avvieremo la revisione del sistema di finanziamento delle nostre università per renderlo più semplice e più giusto, e presenteremo il nuovo Piano nazionale della Ricerca, che punterà soprattutto sui nostri giovani ricercatori, premiando la loro indipendenza”. “Abbiamo ancora molto da fare, ma stiamo andando nella giusta direzione” ha assicurato la titolare del dicastero di viale Trastevere ricordando di avere ereditato un ministero che negli ultimi anni “ha subito tagli pesantissimi ed è stato visto solo come un centro di spesa invece che una risorsa per i giovani e per tutto il nostro Paese”.