Il ministro dell’istruzione Stefania Giannini ha presentato il consuntivo del suo ministero sul primo anno di applicazione della legge 107/2015 Buona Scuola, articolando il comunicato stampa (pubblicato nel giorno esatto di approvazione della legge) in mini-schede per 17 argomenti arricchiti da specifici riferimenti.

Una parte di quegli argomenti ha, tuttavia, valore virtuale, come mera dichiarazione di intenti, come, ad esempio il riferimento alle deleghe nove previste dalla legge, i cui testi sono tuttora top secret; così come il riferimento alla positiva lotta ai diplomifici che non sono un obiettivo specifico della legge 107 o anche all’impegno per l’inclusione.

Legittimo (e poteva essere anche più evidenziato) il riferimento alla card per l’aggiornamento con l’assegnazione tempestiva dei 500 euro per ogni docente di ruolo.

Per il reclutamento dei docenti poteva essere riservato legittimamente maggior spazio al notevole sforzo organizzativo della macchina ministeriale, ma, come controcanto, occorreva anche evidenziare la criticità delle commissioni d’esame.

Sulla problematica questione del bonus per il merito dei docenti il consuntivo ministeriale ha ‘glissato’ sugli aspetti critici che stanno caratterizzando l’argomento, limitandosi a registrare l’impegno finanziario della legge e la composizione del Comitato di valutazione.

Forse il coraggio di mettere in luce anche le criticità, insieme ai non pochi meriti (tra i quali l’alternanza scuola-lavoro, i finanziamenti per l’edilizia scolastica, il piano nazionale per la scuola digitale), sarebbe servito a rendere più credibili e apprezzati i tanti traguardi applicativi di questo primo anno di consuntivo, portati in porto nonostante la diffidenza o la contrarietà del mondo della scuola.

Un anno è passato. Un consuntivo più completo dell’attuazione della legge 107/2015 potrà essere fatto in tempi più distesi, probabilmente al termine del primo triennio di applicazione.