Da IlFattoQuotidiano.it – 13/11/2015 – Ci saranno 6.800 assunzioni nella scuola dell’infanzia, 15.900 nella primaria, 13.800 nella secondaria e 16.300 nelle superiori. Per i docenti esclusi dal piano straordinario è l’unica occasione fino al 2019 per abbandonare la precarietà

Saranno 63.700 i posti del prossimo Concorsone della scuola, ormai imminente. La Legge 107 (la cosiddetta “Buona scuola”) fissa al primo dicembre il termine ultimo della pubblicazione del bando. Manca poco e le cifre sono già ufficiali, anticipate parzialmente dai media e confermate dal sottosegretario Davide Faraone su Facebook. Così, in attesa di conoscere ulteriori dettagli (come punteggi dei titoli e contenuto delle prove), è possibile tirare le prime somme sul totale delle assunzioni nel mondo della scuola: circa 180mila nei prossimi tre anni, tra il piano straordinario della riforma (80-90 mila) arrivato ora alla fase C, il concorso (63mila) e le immissioni in ruolo residuali dalle Graduatorie ad esaurimento (30mila circa).

Fatta eccezione per i docenti che ancora sono rimasti nelle Gae (come quelli dell’infanzia, “congelati” per la riforma del ciclo 0-6) e che verranno assorbiti con il turnover, dopo lo svuotamento il concorso diventerà effettivamente l’unico canale di accesso alla professione. C’è già anche la suddivisione dei posti che verranno messi a bando: 6.800 per la scuola dell’infanzia, 15.900 per laprimaria (le elementari), 13.800 per la secondaria di primo grado (le medie) e 16.300 per la secondaria di secondo grado (lesuperiori). Questo dal punto di vista quantitativo. Ora i prof di tutta Italia sono in fibrillazione per conoscere la ripartizione in base alle classi di concorso. A riguardo il ministro Stefania Giannini  ha fornito alcune indicazioni: “Il concorso sarà in particolare un’occasione per recuperare insegnanti nelle discipline in cui storicamente mancano, come matematica e le materie scientifiche”. Nulla di nuovo sotto il sole. Ma, ha aggiunto, “tra le materie più gettonate ci saranno anche lingue e italiano”.

Resta da capire contenuto e modalità delle prove di concorso. Sicuramente riservato ai soli abilitati, ma questo non è una sorpresa. La grande è che potrebbe non esserci più la prova preselettiva (se per tutti i gradi o solo alcuni non si sa): via i quiz nozionistici, sia lo scritto che l’orale dovrebbero essere più improntati sulla simulazione di una lezione. E – pur all’interno dello stesso concorso – ci sarà una prova e una graduatoria separata per gli insegnanti di sostegno. Questioni che dovranno essere risolte con i prossimi atti formali del ministero: ordinanza sulle commissioni, decreti ministeriali su prove, titoli e comitati scientifici, infine il bando vero e proprio. Meno di un mese e tutto sarà chiarito: la prima prova dovrebbe essere già in primavera (forse prima) visto che l’obiettivo è portare in cattedra la prima tornata di assunti il prossimo settembre. Per i docenti esclusi dal piano straordinario è una grande occasione, l’unica fino al 2019 per abbandonare la precarietà. Soltanto uno su quattro, però, ce la farà: i candidati dovrebbero essere oltre 200mila.