Redazione – 21/09/2013 – Con nota prot.n. 3833 del 17 aprile 2013, il Miur ha diramato le indicazioni relative allo svolgimento delle prove orali, utili a garantire l’uniformità dell’attività delle commissioni di esame durante lo svolgimento delle prove orali.
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Ma procediamo con ordine.
La prova orale ha per oggetto le discipline di insegnamento e valuta la padronanza delle medesime e la capacità di trasmissione da parte del candidato, la capacità di progettazione didattica, anche con riferimento alle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (TIC) e agli studenti con bisogni educativi speciali.
La prova orale valuta altresì la capacità di conversazione nella lingua straniera prescelta dal candidato.
Per la scuola primaria la lingua è l’inglese, al livello B2.
Per l’ambito disciplinare n. 5 (inglese e francese) la prova orale si svolge nella lingua straniera.
La prova orale consiste:
a) in una lezione simulata, della durata di 30 minuti, su una traccia estratta dal candidato 24 ore prima della data programmata per la sua prova orale. A tal fine la commissione predispone un numero di tracce pari a tre volte il numero dei candidati. Le tracce estratte sono escluse dai successivi sorteggi;
b) in un colloquio immediatamente successivo, della durata massima di 30 minuti, nel corso del quale sono approfonditi i contenuti, le scelte didattiche e metodologiche della lezione di cui alla lettera a).
La prova orale si svolgerà nell’ordine stabilito dalla commissione esaminatrice.

DURATA DELLA PROVA
Secondo la nota ministeriale, i 30 minuti previsti non sono né un tempo massimo, né un tempo minimo, ma un tempo da rispettare. Ciò vuol dire che le commissioni dovranno valutare anche la capacità del candidato di riuscire a regolare i tempi della sua presentazione.
Potrebbe dunque andar bene svolgere e completare la lezione simulata in un tempo compreso tra 25 e 35 minuti.
Il colloquio successivo, invece, ha un vincolo massimo di 30 minuti e quindi potrebbe svolgersi anche in un tempo inferiore.

LEZIONE SIMULATA
Le tracce predisposte dalla commissione dovranno verificare che il candidato possegga le seguenti competenze:
a) padronanza delle discipline di insegnamento;
b) capacità di comunicazione;
c) capacità di progettazione didattica anche con riferimento alle TIC e agli alunni con bisogni educativi speciali.
La lezione simulata non servirà per esporre un argomento “come se ci si rivolgesse a degli studenti”, ma dovrà consentire al candidato di dimostrare di essere in grado di progettare un’attività didattica reale, esplicitandone gli elementi essenziali:
− il tema prescelto;
− l’ordine o l’indirizzo scolastico;
− l’età degli alunni;
− la durata della proposta;
− gli strumenti e i materiali previsti anche con riferimento a tecnologie avanzate e alla presenza eventuale di alunni con bisogni educativi speciali.

COLLOQUIO SUCCESSIVO
L’impostazione e la conduzione del colloquio successivo alla lezione simulata è rimesso alle scelte e alla discrezionalità della commissione.
La finalità del colloquio è comunque quella di analizzare ed approfondire i contenuti e le scelte metodologiche relativi alla lezione simulata.
Si potrà trattare di approfondimenti di carattere disciplinare che consentano di mettere in risalto l’ampiezza e la profondità delle conoscenze del candidato, oppure di sollecitare il candidato a giustificare e ad arricchire le scelte didattiche illustrate, facendo anche riferimento alle modalità di documentazione e di verifica.

TUTTI I RIFERIMENTI NORMATIVI (scaricabili in pdf)

Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione (D.M. 254/2012)

Indicazioni nazionali per il sistema dei licei (D.M. 211/2010)

Linee guida per gli istituti tecnici e per gli istituti professionali (Direttive n. 57 e n. 65 del 2010).


ISTITUTI TECNICI:

Direttiva n. 57 del 15 luglio 2010 (Primo biennio);

Direttiva n. 4 del 16 gennaio 2012 (Secondo biennio e quinto anno – introduzione e risultati di apprendimento);

Direttiva n. 69 del 1 agosto 2012 (Ulteriori articolazioni delle aree di indirizzo (opzioni).


ISTITUTI PROFESSIONALI:

Direttiva n. 65 del 28 luglio 2010 (Primo biennio);

Direttiva n. 5 del 16 gennaio 2012 (Secondo biennio e quinto anno – introduzione e risultati di apprendimento);

Direttiva n. 70 del 1 agosto 2012 (Ulteriori articolazioni della aree di indirizzo – opzioni)

Intesa in Conferenza Unificata del 16 ottobre 2010 – Allegato A (Raccordi tra istituti professionali e percorsi di istruzione e formazione professionale).

Si fa presente che sugli alunni con bisogni educativi speciali la complessa letteratura scientifica sull’argomento è stata recentemente oggetto di un chiarimento normativo con un’apposita direttiva del Ministro dell’Istruzione del 27/12/2012.