Da TecnicaDellaScuola – 01/04/2015 – A dirlo è Mario Pittoni, responsabile Istruzione Lega Nord, che punta il dito contro l’articolo 12 del ddl: siccome non si potrà lavorare da precari più di 36 mesi, da settembre “gli insegnanti con tre anni di servizio non potranno lavorare”. Sarebbe una beffa per chi fino a qualche settimana fa era in procinto di essere assunto.

Il Governo Renzi vuole produrre altri docenti esodati? La domanda provocatoria arriva da Mario Pittoni, responsabile federale Istruzione della Lega Nord, che intravede nell’articolo 12 del disegno di legge, proprio in queste ore accolto dalla VII commissione Cultura della Camera, una sorta di “cartellino rosso” per tanti docenti precari abilitati e fino a qualche settimana fa addirittura in procinto di essere assunti. Che così passeranno dalla speranza dell’immissione in ruolo allo scenario dell’espulsione dalla scuola. Sovvertendo, in tal caso, gli annunci roboanti prodotti sino a pochi mesi fa dallo stesso Governo Renzi sull’intenzione di abbattere la ‘supplentite’ italiana, assumendo in un sol colpo tutti i precari con titoli e servizi adeguati,

“Il ddl Buona Scuola di Matteo Renzi – dice ora Pittoni – crea decine di migliaia di “esodati” tra gli insegnanti, come già non ne avesse generati a sufficienza la legge Fornero. E colpisce quelli con più esperienza, oltre che spesso con maggiori titoli. Una tale dispersione di professionalità è contro gli interessi della scuola. Se ne dovrà quindi tener conto quando si metterà mano al reclutamento, che dovrà essere basato concretamente sul merito”.

Per il leghista, quindi, andrebbe senz’altro stralciato l’articolo 12 della riforma, in base al quale “i contratti a tempo determinato per la copertura di posti vacanti e disponibili” non possono “superare la durata complessiva di 36 mesi, anche non continuativi. Questo per non entrare in contrasto con una sentenza della Corte europea (che però ha valore solo in assenza di regolari e periodici concorsi), la quale ha fissato a 36 mesi il limite oltre il quale si deve assumere”.

“Ciò significa – continua Pittoni – che gli insegnanti con tre anni di servizio non potranno lavorare l’anno prossimo. Al loro posto saranno chiamati docenti con non più di due anni di servizio che, dopo il terzo anno, a loro volta non potranno più essere nominati, e così via”.

“Pure il Fondo di 10 milioni, previsto al secondo comma dell’art. 12 al fine di fronteggiare sentenze per il risarcimento dei danni conseguenti alla reiterazione di contratti a termine oltre i limiti ammessi, non è destinato a loro, riguardando solo le situazioni pregresse. Si prospetta dunque per gli insegnanti interessati un’autentica emergenza sociale. E come nel caso degli esodati della Fornero – conclude Pittoni – il Governo di centrosinistra non sembra rendersene conto”.