Da TuttoScuola.com – 12/08/2016 – Il decreto applicativo era atteso per fine giugno. Il ministro Giannini aveva annunciato l’emanazione del decreto sui compensi per le commissioni di concorso per la fine di luglio, ma di quel decreto, a tutt’oggi, non vi è nemmeno l’ombra o la bozza di un testo ufficioso.

Eppure il compenso era stata probabilmente una concausa della difficoltà incontrate dagli Uffici scolastici regionali per la composizione delle commissioni.

Il problema dei compensi per le commissioni di concorso era stato sollevato nell’aprile scorso da Tuttoscuola che, fatti due calcoli, aveva stimato che, per quel lavoro di notevole impegno e senza esonero dal servizio, un presidente di commissione avrebbe percepito mediamente un euro all’ora.

Su impulso del premier, sorpreso per quel risibile compenso, il Parlamento aveva inserito nella legge 89/2016 un emendamento che stanziava 8 milioni aggiuntivi per compensare il lavoro dei membri delle commissioni di concorso e che prevedeva l’emanazione di un apposito decreto interministeriale attuativo entro 30 giorni dall’entrata in vigore della legge.

I 30 giorni sono scaduti il 29 giugno e nuovamente, ancora Tuttoscuola, poco dopo la scadenza del termine, ha segnalato il ritardo, mentre continuavano in molte commissioni di concorso nuove rinunce e nuove sostituzioni.

Per por fine a quelle che considerava polemiche, il ministro Giannini a metà luglio rilasciava una dichiarazione in cui annunciava l’emanazione del decreto entro la fine del mese di luglio (con un mese di ritardo).

La fine di luglio è arrivata senza che vi sia nemmeno l’annuncio del decreto.

Nel frattempo si sono concluse le prime procedure concorsuali, a cui si aggiungeranno nelle prossime settimane le conclusioni di altri concorsi.

Di questo passo i commissari conosceranno il compenso a lavori conclusi.

Non sarebbe stato più corretto far conoscere preventivamente l’entità effettiva dei compensi?