Da OrizzonteScuola.it – 14/02/2014 – Il Miur ha inviato ai Direttori degli USR, ai referenti regionali del piano CLIL, ai Dirigenti Scolastici della rete nazionale, una nota con cui si delinea l’organizzazione dei corsi linguistici di cui al Decreto 20 dicembre 2012.

L’insegnamento di una disciplina non linguistica veicolato attraverso una lingua straniera (denominato CLIL) è stato introdotto nei licei linguistici a partire dallo scorso anno scolastico. Nel prossimo anno scolastico l’insegnamento secondo la metodologia CLIL sarà introdotto nelle classi quinte dei licei e degli istituti tecnici secondo la seguente declinazione: per i primi, una disciplina non linguistica in una lingua straniera; per i secondi, una materia caratterizzante l’indirizzo in lingua inglese.

Organizzazione e struttura dei corsi

• corso standard: con tale denominazione si intende un corso della durata complessiva di 130 ore, di cui 90 in presenza e 40 a distanza, destinato ad un numero non superiore a 25 unità. Di norma rappresenta un percorso che conduce l’apprendente da un livello di competenza X ad uno Y. Nelle lingue straniere si fa riferimento al Quadro Comune Europeo di Riferimento (QCER) per posizionare gli apprendenti da un livello di competenza iniziale O, per esempio, al primo livello, Al. E ci sono posizionamenti intermedi altrettanto codificati. Al termine di un corso standard si dovrebbe poter valutare il percorso raggiunto e la classificazione su uno dei livelli;

 corso di integrazione. si tratta di un corso di un numero di ore inferiore che si può organizzare in vista di un obiettivo che richiede, in previsione, un numero inferiore di ore rispetto ad un corso standard. Un test diagnostico, per esempio, potrebbe indicare che un numero di apprendenti necessita di poche ore (30/50 o altra misura con relativa proporzione di corso a distanza) per raggiungere un livello successivo di competenza linguistica. E’ evidente che in questa ipotesi si possono organizzare corsi con una struttura più agile, breve e funzionale allo scopo.

A fronte di esigue risorse disponibili, si indicano le priorità nella scelta dei docenti partecipanti

1.competenza iniziale BIo più alta, un corso quindi B 1.1 o B 1 plus, al fine di raggiungere nel più breve tempo possibile il gradino di competenza successiva B2, già utile per l’impiego del docente nelle attività didattiche nella propria classe. Tale percorso avvicina all’obiettivo formativo terminale Cl.
2. docenti che al test diagnostico risultino vicini alla competenza B 1 e che possano essere utilmente ammessi alla frequenza di un corso B1.1, con un breve corso preparatorio o con attività di sostegno in itinere.

Sarà forse utile per i docenti sapere che, avuto riguardo alle disponibilità di bilancio e, soprattutto ai tempi necessari per il conseguimento massivo del livello di competenza certificato Cl, il comitato per le attività CLIL insediato presso questa Direzione generale stima che la competenza B2 sia spendibile nelle attività di insegnamento per le discipline DNL, fermo restando che in una seconda fase e dopo attenta riflessione sui risultati conseguiti potranno avviarsi corsi di formazione con obiettivo Cl.

 

La nota