Da Corriere.it – 13/04/2015 – In aula anche trenta ragazzi e tanti stranieri. A rischio sicurezza e qualità. Tuttoscuola «Lo Stato fissi criteri, adesso ci sono due norme con indicazioni contrastanti». «Mai più classi pollaio», è anche uno dei punti fondamentali della Buona Scuola del governo Renzi, le cose dovrebbero cambiare in meglio con le nuove regole, con le assunzioni di tanti precari e anche con l’impegno preso sull’edilizia scolastica. Intanto c’è chi ha scattato la fotografia dell’esistente. A Milano le classi fuori dai parametri, se si considerano quelli fissati dal ministero dell’Istruzione e quelli, più rigidi, della normativa sulla sicurezza, sono più di trecento. E sono quasi tutte, otto su dieci, nelle scuole superiori.

Fare scuola in classi che superano anche il numero trenta è impegnativo per chi insegna e per chi deve imparare, soprattutto in istituti, come tanti in città, dove le classi sono multietniche. «Nel gruppo degli stranieri c’è chi è nato qui e ha frequentato le nostre scuole sin dall’asilo ma c’è anche chi è appena arrivato e avrebbe bisogno di essere seguito», è la premessa condivisa di insegnanti e presidi, che continuano, anche a Milano, a fare i conti con le classi pollaio.

«Fuorilegge» sui numeri sono il 5,5 per cento delle classi di istituti cittadini: 326, di cui 273 sono superiori. La buona notizia almeno è che in città e nella regione (la percentuale in Lombardia è del 5,8%) la situazione è meno critica rispetto al resto del Paese, dove la classi fuori parametro sono più di 23 mila, il 6,4%. Così risulta dall’indagine sul sovraffollamento nelle istituti statali appena pubblicata dalla rivista Tuttoscuola e la naturale conclusione dell’osservatorio è che «occorre un intervento correttivo che, anche gradualmente, consenta di ridurre il numero massimo di alunni per classe».