Da TuttoScuola.com –06/11/2013 – “Nessun ghetto”. L’Ufficio scolastico regionale dell’Emilia-Romagna e quello provinciale di Bologna si schierano con le scuole medie Besta di Bologna e con la loro classe composta solo di stranieri, come riferisce l’agenzia Dire in un dettagliato servizio: “Bisognerebbe ringraziare questa scuola invece di criticarla a priori”, dicono.

L’esperienza avviata in quell’istituto, dichiara stamane il dirigente vicario dell’Usr, Stefano Versari, “non ha nulla di irregolare” e “non va confusa con una classe chiusa”, anche perchè gli alunni migranti “appena hanno le competenze d’italiano necessarie vengono reinseriti nelle loro classi di riferimento”. E infatti, sottolinea il dirigente scolastico dell’Istituto comprensivo 10 (che contiene le Besta), Emilio Porcaro, due ragazzi moldavi sono già passati nelle altre classi e, a breve, anche due pachistani faranno lo stesso. “Lo scopo, insomma, è sempre l’inserimento”.

In una conferenza stampa convocata stamane a ridosso delle polemiche di ieri, Usr, Usp e presido hanno spiegato le loro ragioni e quelle di un progetto “nato per includere”, in una scuola che “ha sempre lavorato benissimo sull’integrazione”.

Versari, la collega dell’Usp Maria Luisa Martinez e Porcaro insistono sul fatto che quella composta da una ventina di ragazzi immigrati non è nemmeno una classe, ma un “ambiente a fisarmonica, temporaneo, non sclerotizzato” dove i giovani stranieri restano solo il tempo necessario ad imparare

l’italiano (due, tre o sei mesi). “Spesso – sottolineano i tre – gli allievi stranieri hanno grandi competenze dell’inglese, come accade coi pachistani, o della matematica, come succede per i cinesi. Il problema, la maggior parte delle volte, è l’italiano, e per questo è stata creata la ‘I A’ sperimentale, che tra l’altro usa un manuale di italiano ad hoc, acquistato dalla stessa scuola”.

La composizione della classe sperimentale è destinata a variare man mano che gli alunni la lasciano per inserirsi nelle classi ordinarie.