Da TecnicaDellaScuola.it – 20/07/2016 – Al Miur avevano detto che le linee guida sulla chiamata diretta sarebbero state rese pubbliche il 18 luglio 2016, invece l’appuntamento è stato spostato a due giorni dopo.

Ora l’attenzione si sposta su cosa hanno predisposto – sotto forma di Linee guida – i tecnici del Miur, dopo la rottura con i sindacati: da più fonti, abbiamo avuto riscontro che al ministero dell’Istruzione potrebbero aver rotto le catene che lo vincolavano a non rispettare alcuni passi della Legge 107/2015.

Il perché è semplice e ci viene spiegato da un esperto dirigente del Miur che preferisce non essere citato, il quale ci dice che le linee guida rispetteranno più la Buona Scuola che la sequenza contrattuale, poi non chiusa, con i sindacati. Anzi, sostiene che per alcune parti si discosteranno nettamente dagli accordi raggiunti al Miur il 7 luglio scorso, prima a livello politico e poi anche tecnico.

Infatti, nelle Linee guida si tornerà a parlare, così come è previsto dalla legge 107, dell’opportunità dei colloqui tra dirigente scolastico e docenti, al fine di fare una scelta consapevole.

In buona sostanza l’idea che un dirigente scolastico, se è veramente tale, ha in sé la capacità professionale di valutare tra gli aspiranti docenti che gli si presentano, colui che è in grado, nella situazione specifica, di offrire un servizio migliore alla didattica del suo istituto.

Con la chiamata diretta si vuole puntare, sempre secondo la nostra fonte Miur, sulla capacità del capo d’Istiuto di riconoscerne, attraverso mirati colloqui, non soltanto la maggiore o minore professionalità, ma anche quella più idonea al contesto.

Poi ci sono i tanti requisiti, oltre 40, che serviranno agli stessi dirigenti scolastici per avvisare pubblicamente, prima della mobilità dei docenti su ambito, del profilo professionale di cui ha bisogno la scuola nelle varie classi di concorso.

L’altra novità delle Linee guida in arrivo è quella che i dirigenti scolastici potranno scegliere più dei 4 requisiti, che erano stati definiti dall’accordo saltato con i sindacati: i presidi, potranno infatti scegliere fino a 6 o addirittura 8 criteri  tra tutti quelli elencati dal Miur.

Queste sarebbero le novità che trapelano da viale TrastevereUna cosa appare certa e scontata: i dirigenti scolastici avranno ampi margini di scelta per incaricare il docente più idoneo al contesto e alla situazione specifica.

Stiamo così sempre più assistendo ad una rivoluzione epocale, che, almeno all’inizio, non sarà facile far funzionare. Infatti, si potrebbero avere numerosi contenziosi e interventi del giudice del lavoro.