Da TuttoScuola.com – 25/07/2014 – Il Consiglio dei ministri ha dato  ieri il via libera alle modifiche del regolamento sulle quote dell’8 per mille gestite dallo Stato con l’inclusione di una quota per l’edilizia scolastica, “ristrutturazione, miglioramento, messa in sicurezza, adeguamento antisismico ed efficientamento energetico degli immobili di proprietà pubblica adibiti all’istruzione scolastica”.

Tra i commenti alla decisione dell’esecutivo, quello della responsabile nazionale Scuola e Università di Forza Italia, Elena Centemero, per la quale: “Inserire l’edilizia scolastica tra le voci a cui destinare l’8 per mille statale è una giusta iniziativa. Alla scuola le famiglie tengono, giustamente, in maniera particolare: è lì che i loro figli crescono e apprendono, ed è giusto che, chi lo desidera, possa contribuire alla sicurezza dei luoghi di studio”.

Centemero tuttavia avanza un dubbio: “Non sarà che dopo aver fatto campagna elettorale sulla messa in sicurezza degli istituti scolastici, promettendo fiumi di risorse, Renzi si è reso conto di non poter mantenere gli impegni presi e corre ai ripari chiedendo l’ ‘aiutino da casa’ agli italiani?. Ci auguriamo che questi fondi aggiuntivi si aggiungano, invece che sostituirsi, a quelli annunciati dal governo”.

Soddisfazione per il provvedimento che di lì a poco sarebbe stato adottato anche da parte dei deputati del Movimento 5 Stelle in commissione Cultura, che in una nota stampa dichiarano: “Dopo tanti ritardi e solleciti del M5S finalmente il governo sta per varare il decreto che modifica i criteri per l’utilizzo dell’otto per mille devoluto allo Stato, aggiungendo la categoria edilizia scolastica pubblica. Un nuovo capitolo inserito grazie all’emendamento a prima firma del collega Francesco Cariello, presentato durante la legge di stabilità, e che ricalcava un provvedimento similare già presentato da Giuseppe Brescia durante il Dl Istruzione”.

“Si tratta – continuano i parlamentari penta stellati – di una misura molto importante perché le nostre scuole hanno assoluto bisogno di un progetto complessivo di ristrutturazione, messa in sicurezza, adeguamento antisismico e i fondi stanziati nel piano governativo sono certamente insufficienti a tale scopo”.