Da TecnicaDellaScuola.it – 13/09/2013 – Il Ministro l’ha appurato durante la campagna elettorale. Poi aggiunge: c’è bisogno di un cambio di rotta e farò il possibile per ottenere sempre più risorse, ma istituti scolastici e università devono diventare sempre più attrattivi. Solo il 2% dei cittadini vorrebbe un’istruzione di qualità, a costo di sacrifici economici e pagando più tasse. La stima è del ministro dell’Istruzione, Maria Chiara Carrozza, ed è stata resa pubblica parlando il 5 settembre ai professori e agli studenti dell’Università di Genova: “mi sono stupita – ha detto il responsabile del Miur – nello scoprire durante la campagna elettorale il basso numero di persone che ritiene necessario spendere soldi per la scuola e l’università. Il mio sogno è che quel 2% di persone che invece ritengono necessario avere un’ istruzione di qualità, a partire dall’infanzia e fino alla ricerca, cresca enormemente”.

Carrozza ha ricordato che “noi viviamo e lavoriamo grazie alle tasse dei cittadini-contribuenti per cui, ogni volta che andiamo a chiedere delle risorse per l’istruzione e la ricerca, dobbiamo convincerli che siano soldi spesi bene”.

Promette quindi di adoperarsi per far cambiare idea ai tanti cittadini che non credono che l’elevazione dell’istruzione sia direttamente proporzionale al benessere dei cittadini. “Per questo – ha detto ancora il ministro – c’è bisogno però di un cambio di rotta. Io farò il possibile per ottenere sempre più risorse ma voi (docenti e studenti universitari n.d.r.) dovete diventare sempre più attrattivi. La Costituente che abbiamo annunciato è l’occasione giusta. Chiameremo tra l’altro gli atenei a presentare dei piani strategici regionali per superare la frammentazione attuale”.