Da TecnicaDellascuola.it – 10/08/2016 – Alla fine dell’incontro al Miur tra i tecnici del ministero e Sindacati, riguardo il caos mobilità ci poniamo la domanda: “errori algoritmici o eccesso di dati da elaborare?”.

Stiamo parlando delle migliaia di errori riscontrati vedendo gli esiti delle fasi B, C e D della mobilità scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado. I sindacati sostengono che si tratti di errori dovuti ad una mancata applicazione di un corretto algoritmo adeguato alle norme contrattuali stipulate con i sindacati. In buona sostanza la gestione informatizzata avrebbe usato un algoritmo che non ha tenuto conto delle norme del CCNI sulla mobilità firmato il giorno 8 aprile 2016. La versione del Miur resta sempre quella del rallentamento delle operazioni dovuto all’eccesso di dati da elaborare. Il grande numero di errori riscontrati dai docenti che avevano chiesto trasferimento, e il fatto che lo stesso errore si sia ripetuto serialmente, fa propendere per la tesi dell’algoritmo sbagliato.

Tuttavia il MIUR ha comunque dato la propria disponibilità a sanare le situazioni di movimenti non rispondenti a quanto previsto dalle regole definite contrattualmente attraverso le seguenti misure ed ha invitato i docenti a presentare reclamo, ai sensi del art.17 del CCNI della mobilità, agli uffici scolastici territoriali che le faranno pervenire al MIUR. Nel caso fosse riconosciuta la legittimità della richiesta, lo stesso MIUR darà disposizioni per concludere positivamente la conciliazione, assegnando la corretta titolarità utilizzando sia i posti dell’organico dell’autonomia ancora disponibili dopo le operazioni, e se necessario i posti dell’organico di fatto.

In buona sostanza con questa dichiarazione il Miur fa capire che non si può intervenire con un effetto domino, ma si può soltanto rimediare con le cattedre che sono rimaste disponibili. La Flc Cgil ha dichiarato, tramite il Segretario Mimmo Pantaleo, che il sindacato non avallerà nessun tentativo pasticciato di soluzione da parte del MIUR.

L’Amministrazione, pertanto, non annullerà le operazioni già disposte nei confronti degli eventuali controinteressati, ma assicurerà, tramite la conciliazione, il rispetto dei diritti contrattuali per chi ha subito un movimento non corretto.