Da TuttoScuola.com – 04/05/2015 – La marcia del Disegno di legge n. 2994, o della Buona Scuola, procede a tappe forzate. Dal 3 al 14 maggio saranno esaminati gli emendamenti giudicati ammissibili (drasticamente ridotti rispetto ai 2400 presentati) e saranno approvati in commissione tutti gli articoli, in modo da sottoporre il testo al voto della Camera per il 19 maggio.

Non dovrebbero esserci problemi per il Governo, almeno a Montecitorio. Nella peggiore delle ipotesi potrebbe andare come per l’Italicum, ma sembra improbabile che le opposizioni (e la minoranza del Pd) decidano di uscire nuovamente dall’aula per non esprimere un voto su questa legge, sulla quale peraltro non sarà posta la fiducia.

Il testo che uscirà dalla Commissione non sarà comunque quello iniziale presentato dal Governo né quello – giudicato ancora più negativamente dalle opposizioni e dai sindacati – delineato nella versione iniziale della ‘Buona Scuola’,  quella del settembre 2014.

La relatrice di maggioranza, la deputata Pd Maria Coscia, si è mossa sui primi articoli approvati con un certo pragmatismo accogliendo alcune proposte di modifica volte a smussare gli aspetti più contestati (anche dall’interno della maggioranza) del Ddl, come quello riguardante i superpoteri attribuiti ai dirigenti scolastici.

Importante, da questo punto di vista, è la restituzione al Collegio dei docenti di un ruolo attivo nella elaborazione del Piano triennale, sia pure “sulla base degli indirizzi per le attività della scuola e delle scelte di gestione e amministrazione definiti dal dirigente scolastico”, come recita ora la nuova stesura dell’art. 3 del DPR 275/1999 (Regolamento dell’autonomia), modificata da un emendamento della relatrice all’art. 2 del Ddl ‘Buona Scuola’. Una concessione ai sindacati alla vigilia dello sciopero del 5 maggio che ha indotto il presidente dell’ANP, Giorgio Rembado, a parlare di “mediazione al ribasso” e di “rinuncia al cambiamento promesso”.