Da TecnicaDellaScuola.it – 27/09/2013 – 78 scuole, sparse tra Trentino e Lombardia, si sono visti restituire le prove di italiano e matematica del quinto ginnasio (il secondo anno per i licei) senza valutazione per un “presunto cheating” che significa “imbroglio”

Non c’è certezza nella dimostrazione, e al di là di ogni ragionevole dubbio, come ben sa ogni insegnante, che effettivamente l’imbroglio ci sia stato, ma, a detta degli esperti, il dubbio della colpevolezza peserebbe più dell’innocenza, anche perché il metro valutativo del livello di imbroglio è calcolato attraverso un coefficiente di penalità, computato su alcuni parametri che gli esperti Invalsi conoscono a mena dito, tanto che hanno avvertito già in fase assai antecedente dalla somministrazione dei test.

A parte la già denunciata, presunta o effettiva, complicità dei docenti, sempre segnalata da Invalsi, da quest’anno è stato deciso di rilevare gli effetti di “comportamenti anomali” che si possono verificare durante la somministrazione delle prove, calcolando per ogni classe elementi come la media e la deviazione standard dei punteggi, l’indice di omogeneità delle risposte date al medesimo quesito e il tasso di risposte non date.

Il sintomo di “comportamenti anomali” si baserebbe su un elevato punteggio medio e una elevata concentrazione dei punteggi della classe attorno al punteggio medio, una elevata concentrazione di risposte identiche, giuste o sbagliate non importa, date a un medesimo quesito e infine un basso numero di risposte non date. In pratica sono stati tutti bravi e automaticamente si è sentita puzza di bruciato e dalla scottatura all’imbroglio il passo è breve cosicché la sentenza è stata emessa: hanno barato.

Gli esperti quindi avrebbero rilevato che sarebbe stato superato il livello 50 per cui la prova è stata restituita alle scuole che nel frattempo sono in attesa di capire come verrebbero penalizzate, benché già un indirizzo complessivo è in opera. Queste scuole dovrebbero partecipare a un progetto, a conclusione del quale saranno visitate dai nuclei di valutazione (un ispettore e due esperti selezionati tra quelli inseriti in un apposito albo) sulla base di protocolli definiti; gli istituti nazionali dovrebbero a loro volta fornire un aiuto nella ridefinizione e attuazione del piano di miglioramento.