Da LegislazioneTecnica.it – 23/02/2015 – L’attività libero professionale può essere svolta se è compatibile e non reca pregiudizio a quella di docente, anche in termini di minore rendimento. Termini di conclusione del procedimento autorizzativo e silenzio “significativo” del Dirigente scolastico.

Il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca ha emesso una nota interpretativa (Nota prot. 18074 del 03/12/2014) – in risposta all’istanza presentata dal Consiglio Nazionale degli Ingegneri – in tema di autorizzazione all’attività libero professionale degli Ingegneri docenti, da parte del Dirigente scolastico, ai sensi dell’art. 508 del D. Leg.vo 16/04/1994, n. 297 e dell’art. 53 del D. Leg.vo 30/03/2001, n. 165.

Le questioni sulle quali il CNI ha richiesto chiarimenti sono essenzialmente le seguenti: il termine di legge entro cui il Dirigente scolastico è tenuto a rispondere alle istanze di autorizzazione alla libera-professione; le conseguenze del mancato rispetto del termine di conclusione del procedimento; la sussistenza di una ipotesi di silenzio-significativo; i margini (ed i limiti) della valutazione discrezionale spettante al Dirigente scolastico.

Le considerazioni di seguito esposte – valide solo con riguardo ad attività rientranti effettivamente nel concetto di libera professione – possono ovviamente essere estese anche a tutte categorie di liberi professionisti.

In merito alle suddette questioni, il Ministero ha chiarito quanto segue.

In primo luogo, il comma 6 dell’art. 53 del D. Leg.vo 165/2001 esclude dal vincolo della richiesta di autorizzazione il dipendente con rapporto di lavoro a tempo parziale con prestazione lavorativa non superiore al 50% di quella a tempo pieno. Per tale personale non è quindi necessario chiedere l’autorizzazione. Vi è, invece, l’obbligo della richiesta di autorizzazione per il personale a tempo pieno, e per coloro che svolgono attività part time con orario di lavoro superiore al 50% di quello intero.

Le attività libero professionali possono essere svolte – come detto anche dal personale docente a tempo pieno, previa autorizzazione – purché siano rispettate le seguenti condizioni:

  • le attività non siano di pregiudizio alla funzione di docente;
  • le attività siano compatibili con l’orario di insegnamento e di servizio;
  • le attività siano esplicate previa autorizzazione del Dirigente scolastico.

Il procedimento di rilascio della autorizzazione trova conclusione entro il termine massimo di 30 giorni dalla ricezione dell’istanza, ed è formalizzato con lettera da parte del Dirigente competente, notificata all’interessato e per conoscenza al committente. Decorso inutilmente il suddetto termine di 30 giorni l’autorizzazione:

  • ove richiesta per incarichi conferiti da Amministrazioni Pubbliche, si intende accordata;
  • in ogni altro caso, si intende negata, si sensi dell’art. 53, comma 10, del D. Leg.vo 165/2001.

Il Dirigente scolastico ha in ogni caso facoltà di richiedere le informazioni che ritiene opportune in merito all’attività che l’interessato intende svolgere, al fine di valutare se l’esercizio dell’attività medesima possa arrecare pregiudizio alla professione di docente (anche in termini di “minore rendimento” – cfr. Consiglio di Stato, sez. VI, 05/02/1994, n. 102), ovvero se sussistano situazioni di conflitto di interessi, anche potenziale. Qualora ravvisi situazioni di questo tipo, il Dirigente scolastico può negare l’autorizzazione.

Si rammenta altresì che il comma 16 dell’art. 508 del D. Leg.vo 297/1994 contempla espressamente un rimedio a disposizione del docente, per il caso di diniego di autorizzazione. La citata disposizione prevede infatti la facoltà di ricorso al Provveditore agli Studi, il quale decide in via definitiva.