Da TecnicaDellaScuola.it – 07/02/2015 – Una delle new entry del decreto che entro un mese arriverà in CdM è l’integrazione degli stranieri, la didattica interdisciplinare e multiculturale. Il sottosegretario Davide Faraone: classi composte interamente da bambini cinesi e classi con soli ragazzi italiani come accade da anni a Prato, rappresentano delle patologie che dobbiamo assolutamente modificare.

La scuola che verrà potrebbe portare agli alunni stranieri non solo l’insegnante ad hoc, ma anche la presenza limitata di alunni non italiani per classe. Di una sorta di quota massima parla il quotidiano “Il Messaggero” del 26 gennaio: si tratterebbe di “un capitolo extra della riforma. «Un tredicesimo punto» lo chiama il sottosegretario all’Istruzione, Davide Faraone, assente dalla bozza di riforma presentata lo scorso settembre”

Nell’articolo si spiega che “il governo, che sta marciando per licenziare il decreto sulla Buona Scuola” e che tra i nuovi punti salienti figurano stavolta “l’integrazione degli stranieri, la didattica interdisciplinare e multiculturale: «non sono mai stati sottovalutati dall’esecutivo e soprattutto dal ministero dell’Istruzione», spiega il braccio destro della responsabile del Miur, Stefania Giannini.

«Bisogna garantire agli studenti stranieri la possibilità di essere inseriti in classe in qualsiasi momento dell’anno – aggiunge il sottosegretario – perché non possono ripetersi episodi di bambini che devono aspettare mesi per trovare un’aula che li accolga». L’aspetto fondamentale, comunque, non si riduce a recuperare un banco; punta, piuttosto, a sconfiggere quella ghettizzazione compiuta silenziosamente negli anni.

«Classi composte interamente da bambini cinesi e classi con soli ragazzi italiani come accade da anni a Prato – prosegue Faraone – rappresentano delle patologie che dobbiamo assolutamente modificare». L’obiettivo è ambizioso: far crescere tutti i ragazzi in una cultura meno provinciale.

La novità, aggiungiamo noi, non sarebbe da poco. Vi sono aree del Paese, non solo la Toscana, dove la presenza di alunni stranieri è altissima: inserire un limite di allievi no italiani per gruppo-classe potrebbe non essere così agevole. Soprattutto alla primaria. Complessivamente, in tutta Italia vi sono almeno 400 istituti con una percentuale di alunni di recente immigrazione che si aggira sul 50%. Staremo a vedere gli sviluppi della proposta. Entro fine febbraio, infatti, il decreto Scuola arriverà in Consiglio dei Ministri.