Da IlSole24Ore – 23/10/2014 – Con la stabilità arriva al traguardo la prima tappa della riforma dell’esame di maturità. I maturandi dell’anno scolastico 2014/15 si troveranno di fronte a una commissione non più mista, bensì composta esclusivamente da membri interni. Fatta eccezione per il presidente che continuerà ad arrivare da fuori. Il disegno di legge di stabilità per il 2015 atteso oggi in Consiglio dei ministri – che, da un lato, dovrebbe apportare tagli al bilancio dell’Istruzione per circa 500 milioni (anziché 800 come previsto in un primo momento) e, dall’altro, stanziare circa un miliardo per consentire l’assunzione di 148.100 precari – eliminerà infatti la figura dei commissari esterni. E lo farà soprattutto per ragioni di cassa. Dalla misura – come confermato ieri dal ministro Stefania Giannini davanti alla commissione Cultura della Camera- arriveranno risparmi per 140 milioni di euro. Ma le novità per l’esame di Stato, come anticipato su Scuola 24 del 9 settembre scorso , non dovrebbero fermarsi qui. E investire tutte e tre le prove scritte oltre che il colloquio orale.

Le novità per gli scritti. Oltre che dall’esigenza di reperire risorse la riforma della maturità nasce anche dalla necessità di dare completa attuazione agli indirizzi introdotti dalla riforma Gelmini. A giugno si matureranno infatti gli studenti iscritti ai nuovi licei e istituti tecnici e professionali. Ragion per cui bisogna ripensare la seconda prova che saranno chiamati a sostenere. Come e in che misura lo stabilirà il decreto ministeriale che è in corso di stesura a viale Trastevere e che arriverà a stretto giro. Quel testo differenzierà l’esame sulla base dell’indirizzo seguito. Ad esempio nei tecnici e professionali, così come nei licei artistici o musicali, la seconda prova scritta potrà essere grafica o compositiva e dovrà tenere conto anche della dimestichezza acquisita con le attività di laboratorio. Ferma restando questa urgenza a cui fare fronte, il Dm dovrebbe intervenire anche sulla prima (che oggi spazia dal tema di storia o di attualità all’analisi del testo letterario, dal saggio breve all’articolo di giornale) e sulla terza prova (il cosiddetto “quizzone”). A proposito di quest’ultima si starebbe pensando di utilizzarla per tastare, lì dove prevista, la conoscenza delle lingue straniere, la capacità di problem solving oppure l’attitudine a sviluppare progetti.

Il restyling dell’orale. L’intenzione di rimodulare a tutto tondo l’esame di Stato dovrebbe spingere il Miur a intervenire anche sull’orale. Tenendo conto delle specificità dei singoli indirizzi. In quella sede si potrebbe decidere anche di verificare non solo le conoscenze disciplinari ma anche quelle derivanti dalle esperienze di alternanza scuola-lavoro oppure di studio all’estero.