Da TuttoScuola.com – 29/06/2015 – Ddl nel complesso innovativo: “Spetta adesso ai dirigenti dimostrare nei fatti che i timori e le paure lungamente agitati dagli avversari del cambiamento erano strumentali”

“Eppur si muove” è in sintesi il commento, nel complesso nettamente positivo, che l’ANP dedica all’approvazione del Ddl Buona Scuola da parte del Senato.

L’Associazione guidata da Giorgio Rembado sottolinea che, per quanto in parte ridimensionata, l’originaria carica riformatrice del Disegno di legge governativo si ritrova anche nel testo finale.

Tra gli “elementi di innovazione” l’ANP mette anche “quel discusso piano di assunzioni che ha comunque il merito di ripristinare nella sostanza l’idea di organico funzionale: non del tutto nuova, ma troppo frettolosamente abbandonata quindici anni fa. Per tacere del valore sociale di un risarcimento, per quanto tardivo, a migliaia di docenti finora confinati nel ghetto del precariato ‘ad esaurimento'”.

Ma altri sono gli aspetti più positivi, a partire dal “fatto stesso che finalmente il disegno di legge va in porto: mentre – appena una settimana fa – tutto sembrava (per dichiarazione dello stesso Renzi) dover slittare all’anno prossimo”. Ma soprattutto “il DdL va in porto e ci va ‘tutto insieme’, nonostante una campagna violentissima, condotta dai sindacati del comparto e da un variegato universo di movimenti, che fino all’ultimo ha tentato di ottenere il cosiddetto ‘stralcio’: sì alle assunzioni e rinvio per tutto il resto”.

L’ANP ricorda che “uno degli strumenti di questa campagna è stato il vero e proprio linciaggio morale condotto nei confronti dei dirigenti, accusati di tutto l’accusabile e fatti oggetto di dileggio sui social network, e purtroppo non solo. Si è cercato a lungo di far credere che la riforma fosse una resa dei conti interna fra presidi e docenti, anziché un’opportunità per cambiare finalmente almeno qualcuno degli elementi di una situazione stagnante: che nessuno ama, ma a difesa della quale tutti insorgono non appena si enunci un qualsiasi progetto di cambiamento”.

Positivo, a questo proposito, è il fatto che “dal testo finale sia scomparsa una clausola osteggiata dalla maggior parte dei dirigenti, perché interpretata come una ritorsione ai loro danni: quella relativa al limite temporale nell’incarico dei dirigenti su una stessa sede”.

Giudicate favorevolmente anche le norme sull’organico aggiuntivo e sulla “chiamata diretta”, anche se la sua decorrenza slitta al prossimo anno scolastico. “E comunque rimane in capo al dirigente, fin da quest’anno, formulare le richieste in vista dell’attribuzione dell’organico aggiuntivo”. Organico rinforzato, che darà “la possibilità di assicurare funzioni che erano state cancellate dalla legge di stabilità (una per tutte: l’esonero dei collaboratori)”.

Bene anche la valutazione “premiale” del merito, “che rimane competenza del dirigente, seppure sulla base di criteri espressi dal comitato di valutazione. Lo stesso si dica per la conferma in ruolo dei docenti in anno di prova: anche qui la parola finale spetta al dirigente, mentre il comitato esprime un parere. Opportunamente, a nostro avviso, il comitato stesso – limitatamente a questa funzione – agisce con la sola partecipazione del dirigente e dei docenti: mentre rimane la composizione allargata (ad un genitore, uno studente ed un esterno) per tutte le sue altre funzioni”.

Positivi anche la “consistente integrazione del Fondo Unico Nazionale: che per circa metà è strutturale, mentre per una parte piuttosto consistente si tratta di un’erogazione una tantum per il 2016 ed il 2017, a parziale ristoro di quanto indebitamente trattenuto sulla RIA dei pensionati negli scorsi anni”, “la possibilità, finalmente concreta, di introdurre opzioni nel curricolo” e l’affermazione che la formazione in servizio dei docenti “è obbligatoria, permanente e strutturale”.

Per l’ANP, malgrado le mediazioni al ribasso, “la campagna per la Buona Scuola che oggi si avvia a conclusione segna comunque un punto di non ritorno nell’organizzazione del servizio di istruzione: da struttura finalizzata prevalentemente ad amministrare gli interessi del personale a comunità progettuale che ruota intorno ad un progetto di formazione dei giovani studenti”.

La nota dell’ANP si conclude con una sorta di appello-sfida rivolto alla categoria: “Spetta adesso ai dirigenti dimostrare nei fatti che i timori e le paure lungamente agitati dagli avversari del cambiamento erano strumentali e solo tesi alla conservazione dell’esistente. Da settembre in avanti avranno l’opportunità di far vedere che la scuola può migliorare, se dispone delle risorse necessarie ed è guidata con gli strumenti opportuni”.