Da TecnicaDellaScuola.it – 25/09/2013 – L’aggiornamento del DEF (Documento di Economia e Finanza) prevede l’abolizione degli scatti di stipendio legati all’anzianità e l’introduzione di un sistema “premiale”. Ma i sindacati ci staranno ? La Flc-Cgil ha già detto di no.

E’ stato reso noto dal Ministro Saccomanni l’aggiornamento al Documento di Economia e Finanza per il 2013.

Il capitolo sulla scuola (due paginette scarse) sta facendo discutere e ha già messo in fibrillazione le organizzazioni sindacali.

Il documento, infatti, sottolinea che “la valorizzazione del personale docente passa per la definizione di nuove modalità di sviluppo di carriera dei docenti stessi, con l’avvio di un sistema di valutazione delle prestazioni professionali collegato ad una progressione di carriera, svincolata dalla mera anzianità di servizio”

Se il Governo rispetterà questa indicazione programmatica, la prossima tornata contrattuale sarà davvero difficile.

E’ molto probabile, infatti, che – dopo un blocco degli stipendi che dura da diversi anni e con un fondo di istituto ridotto all’osso – i sindacati pretendano almeno qualche adeguamento delle retribuzioni al costo della vita che, nel frattempo, è inesorabilmente cresciuto.

Oltretutto c’è da ricordare che l’ipotesi di carriere dei docenti legate alla valutazione delle prestazioni professionali non ha mai avuto vita facile nel mondo della scuola.

Il caso più clamoroso si verificò nel 2000 con il famoso “concorsone” di Berlinguer che provocò addirittura le dimissioni del Ministro (ma non dei segretari nazionali dei sindacati che avevano l’anno precedente avevano firmato l’accordo).

Per non parlare della prima bozza del “disegno di legge Aprea” che prevedeva livelli diversi nella carriera dei docenti e che, proprio per questo venne duramente contestata non solo dai sindacati ma anche dallo stesso PD.

Insomma quello del “merito” continua ad essere un vero e proprio “tabù” e c’è da chiedersi come si potrà aprire il tavolo contrattuale a queste condizioni.

La Flc-Cgil ha già lanciato la sfida: “Se il Governo pensa di non rinnovare i contratti dei settori pubblici, nella parte economica e normativa, e allo stesso tempo intervenire unilateralmente sui docenti della scuola con modalità di sviluppo delle carriere collegate alla valutazione individuale, sappia che siamo pronti alla mobilitazione”.

Il prossimo passaggio sarà quello della legge di stabilità e a quel punto tutti i nodi arriveranno al pettine. A ottobre il clima sarà davvero caldo.