Da TecnicaDellaScuola.it – 14/12/2015 – Ci sono migliaia di casi di docenti immessi in ruolo nelle scuole secondarie, durante la fase C del piano straordinario di assunzioni, che risultano essere stati mandati a espletare servizio negli ordini di scuola inferiore.

Stranezze della “Buona Scuola”, dove, per esempio, docenti neo immessi in ruolo su organico potenziato nella classe di concorso A019 di discipline giuridiche ed economiche, sono stati assegnati burocraticamente a scuole secondarie di II grado ma con sede di servizio in una scuola primaria o una scuola secondaria di primo grado.

In buona sostanza per alcune classi di concorso in particolare, come ad esempio l’A019, A017, A025, A029, A050, A246 e A346 dove il numero degli immessi in ruolo è stato alto, soprattutto in alcune province, si è verificato il fenomeno dell’assegnazione in un’istituzione scolastica dell’ordine e del grado di appartenenza con espletamento del servizio in ordine di scuola inferiore.

Tralasciando l’aspetto didattico, per cui non è chiaro come possa operare un docente di economia aziendale con una scolaresca di prima elementare, o che tipo di competenza pedagogica possa avere un esperto di discipline giuridiche per sviluppare un progetto per bambini della scuola primaria, quello che più ci preme osservare, è la stranezza con cui verrà svolto, per tali docenti, l’anno di prova.

Una domanda che ci poniamo è: “Da chi e in che modo tali docenti verranno valutati nel loro anno di prova?”. Sarà la scuola secondaria di II grado a cui il docente è stato assegnato (solo burocraticamente) a dare una valutazione, o sarà la scuola di ordine inferiore in cui presterà il servizio a valutare il docente che entra in ruolo nella scuola secondaria di II grado?

Sembra strano, come per altro sostengono alcuni dirigenti scolastici, che la valutazione spetti alla scuola di servizio di ordine inferiore piuttosto che alla scuola che gestisce l’assegnazione del docente dello stesso ordine del ruolo professionale dell’immesso in ruolo.

Tale stravaganza ha due precise ragioni: la prima è quella che in una scuola primaria o dell’infanzia il tutor del docente neo immesso in ruolo sarebbe una maestra, che non ha le competenze culturali specifiche ad esempio di una disciplina come il diritto o l’economia aziendale, piuttosto che la matematica; la seconda ragione è quella che il comitato di valutazione di una scuola di un ordine inferiore non potrebbe essere legittimato a valutare la professionalità di un docente di scuola secondaria di II grado. Cosa accadrebbe se uno di questi docenti non superasse l’anno di prova?

Ci piacerebbe avere dal Miur chiarimenti su questa stravagante situazione, in modo tale che si possa capire chi sarà a valutare i docenti immessi in ruolo in fase C, costretti a svolgere il servizio su scuole di ordine diverso da quello del loro ruolo.

Ma temiamo che come capita spesso, quando il Ministero dell’istruzione deve dare delle spiegazioni scomode, il silenzio diventa assordante e la confusione regna sovrana.